Crisi

Acquereggine
getta la spugna

La società ha comunicato la decisione di lasciare: in arrivo altri 39 licenziamenti. Sindacati sul piede di guerra. A fine mese i depuratori di Gallico e Ravagnese saranno restituiti al Comune.

acquereggine

Alle organizzazioni sindacali Filtcem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltrasporti, che erano giunte all’incontro cariche di buone speranze, l’ing. Giordano, amministratore delegato di Acquereggine Spa, assistito dal proprio consulente del lavoro avv. Giuseppe Mazzotta, ha confermato che è naufragato il tentativo compiuto dall’azienda con il Comune
per riscuotere alcuni crediti e quindi potere pagare qualche debito e continuare a svolgere l’attività di depurazione delle acque. Poiché il tentativo con Palazzo San Giorgio è fallito, secondo Acquereggine, non ci sarebbe più alcuna alternativa alla riconsegna degli impianti di depurazione al Comune e al licenziamento dei 39 lavoratori, che erano sopravvissuti al primo taglio operato dalla società lo scorso marzo. Alla fine di questo mese, dunque, gli impianti di Gallico e di Ravagnese, che svolgono la quasi totalità della depurazione degli scarichi della città saranno riconsegnati al Comune. E dopo cosa succederà? Se non si interviene subito è facile prevedere gravi conseguenze tanto per l’ambiente che a livello sociale con nuovi disoccupati che si stagliano all’orizzonte.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi