Se non ora quando?

"La Calabria
è delle donne"

"La Calabria è delle donne". E' questo il messaggio lanciato da donne impegnate in politica ed in varie attività della società, magistrate, imprenditrici, riunite a Gerace, nel reggino, dal Movimento italiano Se non ora quando, per un incontro dedicato ai temi dell'istruzione, del lavoro e della rappresentanza.

"La Calabria
è delle donne"
"La Calabria è delle donne". E' questo il messaggio lanciato da donne impegnate in politica ed in varie attività della società, magistrate, imprenditrici, riunite a Gerace, nel reggino, dal Movimento italiano Se non ora quando?, per un incontro dedicato ai temi dell'istruzione, del lavoro e della rappresentanza.

Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, in un messaggio, ha sottolineato come la Calabria "merita tanta attenzione, in particolare da parte delle Istituzioni. E' una terra dove certamente vi sono problemi di lavoro, di sicurezza, di legalità. Ma scorgo importanti segnali di riscossa che passano, naturalmente, anche attraverso il quotidiano impegno delle migliaia di cittadini e di cittadine. Il ruolo della donna é sempre più importante. Nonostante ciò, siamo ancora troppo spesso testimoni di fatti violenti che si consumano contro le donne, sia all'interno delle mura domestiche che all'esterno. Il ministero, insieme alle forze dell'ordine, è impegnato a combattere e a tenere alta la vigilanza contro questi reati".

All'incontro hanno partecipato, tra le altre, Cristina Comencini (figlia del noto regista); Anna Carabetta, del comitato Snoq nazionale; Cecilia D'Elia, vicepresidente della Provincia di Roma; le deputate Angela Napoli (Fli), Doris Lo Moro (Pd); Maria Carmela Lanzetta, sindaco di Monasterace che oggi sotto scorta dopo una serie di intimidazioni subite; la presidente della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro; Elisabetta Tripodi, Sindaco di Rosarno; Eva Catizone, presidente di Sel.
Una delle sezioni di lavoro è stata aperta dalla "Ballata per Lea Garofalo", della cantastorie Francesca Prestìa, un omaggio alla collaboratrice di giustizia calabrese fatta scomparire dalla ndrangheta e poi sciolta nell'acido.

Dalle testimonianze è emerso quanto sia difficile, per una donna, operare nel proprio settore lavorativo soprattutto in certe zone della Calabria ma è stato anche evidenziato quanto l'impegno, la determinazione e la professionalità delle donne abbiano lasciato un segno indelebile e tracciato nuovi percorsi di vita e di etica. Per quanto riguarda la politica è stata rivendicata una normativa che obblighi la partecipazione delle quote rosa nella misura del 50%.

In un intervento fuori programma, il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, originario di Gerace, ha evidenziato come da anni sia impegnato in incontri nelle scuole per insegnare ai giovani che la via della criminalità non solo non paga ma che è solo penalizzante. Ed a proposito delle quote rose, ha ammonito che se ci si impegna bisogna anche saper scegliere candidate capaci e di forte coraggio e personalità.

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