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Trattativa Stato-mafia: Napolitano, campagna contro di me. Mi adopererò per la verità

Il presidente della Repubblica replica a quella che definisce una campagna di insinuazioni e sospetti basata sul nulla, che puntano a coinvolgere lui e i suoi collaboratori nella presunta trattativa fra stato e mafia. Rispondendo ai giornalisti all'Aquila, Napolitano ha detto di essere sereno e trasparente, e che continuerà ad impegnarsi per la accerta la verità su quei fatti.

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Il Presidente della Repubblica ha risposto ai giornalisti al temine della cerimonia del 238 anniversario della fondazione della Guardia di Finanza a L'Aquila: "Il ministro Severino ha assicurato ieri in Parlamento che sarà fatto ogni sforzo per cercare la verità ma senza strumentalizzazioni, ma le polemiche continuano". "Negli ultimi giorni si è alimentata una campagna di insinuazioni e sospetti nei confronti del Presidente della Repubblica e dei suoi collaboratori, una campagna costruita sul nulla. Si sono riempite pagine di alcuni quotidiani con le conversazioni telefoniche intercettate in ordine alle indagini giudiziarie in corso sugli anni delle più sanguinose stragi di mafia, 1992-1993, e se ne sono date interpretazioni arbitrarie e tendenziose, talvolta persino versioni manipolate. Ma tutti coloro che sono intervenuti, e stanno intervenendo avendo seria conoscenza del diritto e delle leggi e dando una lettura obiettiva dei fatti, hanno ribadito la assoluta correttezza del comportamento della Presidenza della Repubblica ispirata soltanto a favorire la causa dell'accertamento della verità anche su quegli anni. Io ho reagito con serenità e con massima trasparenza, disponendo anche che fosse reso noto il testo di una lettera riservata al Procuratore Generale della Corte di Cassazione. E continuerò - perché è mio dovere ed è mia prerogativa - ad operare affinché vada avanti nel modo più corretto e più efficace, anche attraverso i necessari coordinamenti, l'azione della magistratura. I cittadini possono essere tranquilli che io terrò fede ai miei doveri costituzionali". Al Presidente è stato chiesto anche se ritiene necessaria una legge che regoli la materia delle intercettazioni. "Questa - ha risposto il Capo dello Stato - è una scelta che spetta al Parlamento, ed è per la verità una scelta da molto tempo all'attenzione del Parlamento. Se da tanto tempo è all'attenzione del Parlamento vuol dire che si tratta di una questione che meritava già da tempo di essere affrontata e risolta sulla base di una intesa la più larga possibile". (ANSA).

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