PENSIONI

Governo, sul tavolo 300 milioni

Ape e pensioni per i precoci, verso l'ok a 46mila domande. Potrebbero essere accettate circa 26.500 domande per l'Ape sociale (su 39.777 arrivate, il 75% delle 35mila previste) e 20mila per i lavoratori precoci

Governo mette sul tavolo 300 milioni

Il Governo ha proposto ai sindacati un intervento sulla previdenza in "sette punti" per un costo complessivo di 300 milioni. Lo avrebbe detto il premier, secondo quanto riferito da partecipanti alla riunione a Palazzo Chigi. Sarebbero riutilizzati nel sistema previdenziale le risorse non spese per l'Ape sociale e l'anticipo pensionistico per i lavoratori precoci. Tra le misure l'esenzione dall'aumento a 67 anni per 15 categorie di lavori gravosi e la revisione del meccanismo di calcolo per l'adeguamento dell'età alla speranza di vita. 

"Credo che sia stato fatto un buon lavoro, nelle condizioni date il Governo mette in campo un impegno finanziario importante. Ci sono le condizioni per dare un messaggio positivo al Paese, mi auguro che si possano concretizzare". È quanto ha detto, a quanto si apprende da fonti presenti all'incontro, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in apertura dell'incontro con Cgil, Cisl e Uil, a Palazzo Chigi, sull'adeguamento dell'età pensionabile alle aspettative di vita.

Con il riesame delle domande per l'accesso all'Ape sociale e alla pensione anticipata per i precoci potrebbero essere accettate nel complesso oltre 46.000 domande a fronte delle 66.000 arrivate e delle 60.000 previste. Questo emerge da stime Inps riferite da partecipanti all'incontro Governo-sindacati. In pratica dopo i nuovi indirizzi del Ministero del Lavoro potrebbero essere accettate circa 26.500 domande per l'Ape sociale (su 39.777 arrivate, il 75% delle 35.000 previste) e 20.000 per i lavoratori precoci (su 26.632 arrivate, l'80% delle 25.000 previste).

In prima battuta erano state rigettate dall'Inps due domande su tre delle arrivate per l'Ape sociale, e il 70% di quelle arrivate per lavoro precoce (nel complesso era stato detto no a 44.000 richieste su 66.000). Grazie a nuovi indirizzi messi a punto dal ministero del Lavoro (tra le quali la possibilità che ci siano periodi di rioccupazione non superiori a sei mesi senza interrompere lo stato di disoccupazione) le percentuali si sono ribaltate.

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