NEL CASERTANO

Truffe su auto di lusso, arrestati quattro vigili urbani

Perché ritenuti partecipi di un'associazione a delinquere responsabile di decine di truffe alle compagnie assicurative.

Truffe su auto di lusso, arrestati quattro vigili urbani

Quattro vigili urbani in servizio nei comuni di San Marcellino e Villa di Briano, nel Casertano, sono stati arrestati dai carabinieri e posti ai domiciliari su ordine del Gip del Tribunale di Napoli Nord perché ritenuti partecipi di un'associazione a delinquere responsabile di decine di truffe alle compagnie assicurative. L'indagine ha coinvolto anche altre quattro persone, tra cui i fratelli Arturo e Cipriano Cioffo - destinatari di ordinanza di custodia in carcere - già detenuti da mesi nella struttura napoletana di Poggioreale per l'omicidio di una romena, Mariana Veronica Sologiuc; ai domiciliari, così come gli agenti, sono invece finiti il padre dei Cioffo e la moglie di uno dei fratelli. L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, è nata proprio dall'inchiesta sul delitto della romena, il cui cadavere con tre ferite d'arma da fuoco alla testa fu trovato nelle campagne del comune di Villa di Briano nella notte tra il 19 e 20 maggio 2015. La donna gestiva un bar a Parete; l'omicidio, è emerso, maturò nell'ambito di contrasti sorti tra la donna e i fratelli Cioffo, che gestivano un traffico illecito di vetture, per la spartizione dei proventi. Durante gli accertamenti sul delitto, i carabinieri del Reparto Territoriale di Aversa e la Procura si sono così imbattuti in una serie di truffe che coinvolgevano auto di lusso, poste in essere dagli stessi indagati con l'aiuto dei quattro vigili urbani, Raffaele Santoro e Giuseppe Della Corte (Villa di Briano), Luigi Santoro e Antonio Alfredo Roma (San Marcellino).

Il sistema - hanno scoperto gli inquirenti - prevedeva che i Cioffo acquistassero le auto di lusso, tra cui Maserati, Bmw e Mercedes, intestandole a prestanome; le vetture - 25 quelle usate per la truffa - venivano assicurate contro rapina e furto ma entro tre mesi dall'acquisto ne veniva simulato il furto; la scelta di agire nei 90 giorni dalla stipula del contratto era dovuto alla circostanza che entro quell'arco temporale la compagnia copre con l'indennizzo il prezzo totale dell'auto; entravano quindi in scena i vigili urbani, che redigevano falsi verbali di ritrovamento dell'auto, che ovviamente non venivano comunicati alla compagnia, ma permettevano invece ai Cioffo di rivendere le vetture a privati e di aggiungere all'indennizzo assicurativo un ulteriore illecito guadagno. Per ogni auto i vigili guadagnavano dagli 800 ai 100 euro.

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