referendum costituzionale

Renzi apre all'Anpi

I partigiani stanno valutando il gesto di apertura del premier che aveva l'obiettivo di concludere le polemiche sul mancato dibattito alle Feste dell'Unità sulla riforma

Renzi apre all'Anpi

Carlo Smuraglia

L'ANPI sta valutando il  gesto di apertura di Renzi, che aveva l'obiettivo di concludere le polemiche sul mancato dibattito alle Feste dell'Unità sul refendum costituzionale. "Invito il presidente dell'Anpi Carlo Smuraglia ad una delle Festa dell'Unità in Emilia-Romagna la prossima settimana per discutere con me di referendum. Io dirò come la penso e lui dirà come la pensa, e poi ci daremo un abbraccio". Smuraglia, che rientrerà in Italia nei prossimi giorni, esaminerà la Segreteria Nazionale la situazione ma - fa sapere - "il tema della discussione, ossia le modalità della presenza dell'ANPI" alle Feste dell'Unità, non è stato ancora seriamente affrontato e risolto. L'ipotizzato confronto, a livello nazionale, del tutto anomalo per la sede parziale, per gli interlocutori e per le modalità non definite, non è certamente la soluzione del problema di fondo e verrà comunque valutato nella sua sostanza".

 E ieri, alla Versiliana, il premier aveva anche detto che "si vota nel 2018". Comunque vada il referendum?" "Sì, si vota nel 2018". Anche se fonti della maggioranza danno una lettura meno immediata delle sue parole spiegando che il premier intendeva dire che si voterà nel 2018 perchè assolutamente convinto che il sì passerà. In caso di vittoria la linea non cambierebbe. In Versilia, nel pomeriggio, Renzi ha incontrato una delegazione del comitato che si oppone alla direttiva Bolkenstein sulle aste delle concessioni balneari e, dopo aver visto alla tv parte della finale della pallavolo maschile alle Olimpiadi, è arrivato alla Versiliana dove, visto lo slittamento dell'intervista, si stava discutendo di burkini. Dopo un lungo prologo sulla Ue e sul ruolo dell'Italia nell'Unione Europea, Renzi è tornato sul tema del referendum costituzionale e ha infatti confermato la linea: "Tutti mi chiedono cosa faccio se vince il no. Ma bisogna uscire da questa cultura....Se vince il No - ha detto - quello che faccio l'ho già detto". "Questo referendum - ha proseguito - è molto semplice ma per colpa anche mia è diventato un dibattito su tutto. In realtà, la domanda sulla scheda è: volete approvare la riforma costituzionale che prevede una riduzione dei costi della politica, che supera il meccanismo del ping-pong tra Camera e Senato? Chi vota No si tiene il Paese così com'è. Lo voglio dire chiaro, la democrazia non è sotto assedio". Renzi ha poi osservato che, a proposito delle polemiche sulla riforma costituzionale, "ci sono senatori che stanno difendendo le loro poltrone". Ed è tornato a distribuire fendenti nei confronti della minoranza Pd. "Se D'Alema avesse messo un decimo del tempo che ha messo per attaccare me per attaccare Berlusconi... Lui pesca sempre la carta di attaccare quello più vicino, prima è toccato a Prodi. E la riforma di D'Alema era molto più dura, il governo aveva molti più poteri. Se D'Alema vuole fare la battaglia per difendere le poltrone e magari tornare in Parlamento, auguri. A D'Alema e agli altri della minoranza Pd dico non si utilizzi il referendum per avere la rivincita al congresso perché sarebbe poco serio, il congresso lo faremo quando previsto". In tema di economia, Renzi ha ammesso che "non va benissimo. E' ripartito il mercato del lavoro. Ma l'economia non è ripartita come vorremmo". Ha peró aggiunto che ci vuole un po' di tempo. "Spero di arrivare a fine anno a uno, uno e due di Pil. Ma bisogna far ripartire gli investimenti: è questione di fiducia". Aggiungendo peró che "si è partiti dal segno meno e si sta migliorando".

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