Disastro ferroviario

Un treno non doveva partire

Al vaglio le posizioni dei capistazione di Andria e Corato e di alcuni collaboratori. La Procura di Trani apre un fascicolo con le ipotesi di reato di disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Le accuse dei parenti delle vittime: assassini!

Indagati due capistazione

Quel treno non doveva partire dalla stazione di Andria. La procura di Trani mette il primo tassello nell'indagine sulla strage ferroviaria nelle campagne pugliesi e iscrive alcuni nominativi nel registro degli indagati. 

Il fascicolo aperto con le ipotesi di reato di disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo punta dunque dritto al personale di Ferrotramviaria che era in servizio ieri nelle stazioni di Andria e Corato: i due capistazione, innanzitutto, ma anche eventuali collaboratori. Perché gli accertamenti fin qui svolti se non hanno ancora consentito di ricostruire con esattezza la dinamica dell'incidente, hanno però permesso di avere alcuni punti fermi.

ntimento di rabbia dei parenti delle vittime dell'incidente ferroviario in Puglia in cui hanno perso la vita 23 persone. All'esterno dell'istituto di Medicina patologica del Policlinico di Bari, dove ci sono le salme, stanno tornando oggi i parenti, alcuni dei quali sono rimasti qui a vegliare i propri cari durante la notte.

"Assassini - urlano in lacrime alcuni - siete degli assassini, i nostri cari non torneranno mai più". "Per evitare scene di strazio pubblico e per consentire loro di stare più tranquilli", spiega il professore Francesco Introna, direttore dell'istituto di Medicina legale, "stiamo facendo accomodare i parenti in una aula dell'istituto" dove ci sono bevande fresche e aria condizionata. (AA)

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