REFERENDUM

Berlusconi grida al regime

Affondo del Cav, alla presentazione della lista azzurra a Milano: "Se avrà il via libera la riforma costituzionale porterà a una cosa che non possiamo chiamare altro che regime". Legnini, vicepresidente del consiglio superiore della magistratura, ricorda il divieto per i magistrati a partecipare attivamente alle campagne politiche.

Berlusconi grida al regime

Un magistrato non può partecipare attivamente alle campagne politiche, su questo "c'è un divieto". Lo ha detto il vice presidente del Csm Giovanni Legnini, interpellato nel corso dell'Intervista di Maria Latella, sulla partecipazione di magistrati alla campagna sul referendum costituzionale.

"Esiste il diritto di qualunque magistrato a esprimere proprie opinioni su referendum e sulle riforme. E' un principio costituzionale che si applica a tutti", ha detto Legnini, spiegando che tutt'altro discorso è partecipare attivamente a campagna politiche,su cui c'è "un divieto". "Il referendum si colloca in una posizione intermedia", ma quello sulla riforma costituzionale "si è caricato di significato politico" e dunque un "problema si pone". "I partiti hanno approvato quella riforma, si sono già schierati, un magistrato potrebbe trovarsi schierato a fianco dei partiti"; dunque ci sono diverse ragioni "che richiederebbero più cautela" da parte dei magistrati.    

Berlusconi, se passa riforma è regime - Se avrà il via libera al referendum di ottobre la riforma costituzionale "con il combinato disposto della legge elettorale", secondo Silvio Berlusconi, porterà a una cosa che "non possiamo chiamare altro che regime". Il presidente di Forza Italia lo ha spiegato alla presentazione della lista azzurra per le comunali di Milano al Teatro Manzoni.

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