IL REFERENDUM SULLE TRIVELLE

Bassa affluenza ai seggi
alle 12 ha votato l' 8.35%

Si potrà andare a votare fino alle ore 23. Perche' il referendum sia valido, deve recarsi alle urne il 50 per cento, più uno, degli elettori.

Aperti i seggi la sfida al quorum

E' stata dell'8,35% l'affluenza alle ore 12 in Italia per il quesito referendario con cui si chiede l'abrogazione parziale di norme relative alla DURATA DELLE TRIVELLAZIONI IN MARE, ovvero per l'abrogazione dell'articolo 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale). Lo si rileva dal sito del Ministero dell'Interno.

Sono stati aperti alle 7 i seggi elettorali per consentire la consultazione sul referendum abrogativo sulla durata delle trivellazioni in mare su cui si esprimeranno oggi poco meno di 47 milioni di italiani. Si potrà andare a votare fino alle ore 23. Perche' il referendum sia valido, deve recarsi alle urne il 50 per cento, più uno, degli elettori.

Oggi si vota per il referendum popolare abrogativo sulle trivellazioni in mare. Voluto da nove regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto) che temono per conseguenze sull'ambiente e sul turismo, il quesito chiede di scegliere se abrogare la norma, introdotta con l'ultima legge di Stabilità, che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio, entro le 12 miglia marine dalla costa, senza limiti di tempo alla durata delle concessioni, cioè sino all'esaurimento del giacimento. Sebbene le società petrolifere non possano più ottenere nuove concessioni per estrarre in mare entro le 12 miglia, le ricerche e le attività petrolifere già in corso – secondo una norma approvata lo scorso dicembre – non hanno scadenza certa.

Con il termine “trivelle” si intende un insieme ampio e complesso di attività che vanno dalla perforazione dei pozzi di ricerca a quella dei pozzi di produzione, dalla realizzazione di gasdotti e oleodotti all'installazione di piattaforme petrolifere. Gli impianti variano a seconda dei fondali, delle caratteristiche del giacimento e del tipo di combustibile estratto.

Il quesito è: “Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?”.

Affinché la proposta soggetta a referendum sia approvata - cioè che la norma sia cancellata - occorre che si raggiunga il quorum, cioè che vada a votare più del 50% degli elettori, e che la maggioranza dei votanti si esprima con un "Sì". Possono votare al referendum tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto la maggiore età. 

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