Inchiesta petrolio

L'Eni si difende:
regole rispettate

Conferenza stampa dei vertici dell'azienda a Potenza sul recente caso dello smaltimento dei rifiuti

L'Eni si difende: regole rispettate

Nelle sue attività al Centro Oli di Viggiano (Potenza) - al centro dell'inchiesta sul petrolio in Basilicata - l'Eni ha sempre agito "nel pieno rispetto della legge". Lo confermano "tutte le operazioni" effettuate in materia "qualità dell'ambiente, corrette procedure di reiniezione e stato di salute dei dipendenti". Lo hanno detto stamani, in una conferenza stampa a Potenza, gli esperti consultati dall'Eni per giudicare le sue attività.

I risultati degli approfondimenti tecnici e scientifici "condotti da consulenti di fama internazionale" sono stati depositati in giudizio e faranno parte della discussione al Tribunale del Riesame del 15 aprile, quando Eni chiederà il dissequestro di due vasche del Centro Oli e del pozzo di reiniezione "Costa Molina 2" di Montemurro (Potenza). La compagnia petrolifera sosterrà che "tutte le operazioni di Eni sono sempre state condotte nel pieno rispetto dei requisiti normativi e autorizzativi". All'incontro con i giornalisti, hanno partecipato anche il capo degli affari legali dell'Eni, Massimo Mantovani, e il professor Carlo Federico Grosso. Quest'ultimo, pur rimandando qualsiasi valutazione penale all'udienza del Riesame, si è domandato "perché, in materia ambientale, le Procure non si affidano ad analisi fatte da dipendenti pubblici, come l'Ispra e l'Arpab".

La qualità dell'aria intorno al Cova, il Centro Oli di Viggiano (Potenza) dell'Eni "appare caratterizzata da livelli di concentrazione che si attestano su valori significativamente inferiori ai rispettivi limiti normativi": è quanto risulta agli studiosi che l'Eni ha consultato per esaminare la qualità dell'aria all'interno e all'esterno del Cova. Durante l'illustrazione dei risultati, stamani, a Potenza, è stato annunciato che "a breve" sarà utilizzato anche un drone per misurare 68 parametri "nel camino virtuale dei fumi della torcia" sempre accesa nel Centro Oli, dove la produzione di 75 mila barili di petrolio è sospesa dal 31 marzo scorso. L'entrata in funzione del drone avverrà subito dopo l'autorizzazione da parte dell'Enac: di recente dopo l'incidente ad un drone avvenuto durante una gara di Coppa del Mondo di sci, le norme di sicurezza sull'uso dei droni in Italia sono state rinforzate, secondo gli esperti di Eni fino ad equiparare l'uso di un drone a quello di un elicottero.

La reiniezione delle acque estratte insieme al petrolio dai giacimenti della Val d'Agri, in Basilicata, è "di gran lunga l'opzione preferita nel mondo in termini di impatto ambientale" ed è avvenuta sempre dietro autorizzazioni degli enti interessati: nel pozzo "Costa Molina 2", sotto sequestro dal 31 marzo, a Montemurro (Potenza), l'Eni ha rispettato "prescrizioni maggiormente restrittive in termini di tutela ambientale delle corrispondenti normative internazionali". Lo hanno detto gli esperti consultati dall'Eni per valutare le procedure seguite in Val d'Agri. A Viggiano (Potenza) la reiniezione avviene in base a un'autorizzazione del 2013, ma altre autorizzazioni erano state date a partire dal 2001, anche se l'effettiva reiniezione delle acque è avvenuta a partire dal 2006 "perché prima - è stato spiegato - i quantitativi di acqua erano così bassi da consigliare il loro smaltimento". (AA)

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