Roma

Appalti Anas
Diciannove arresti

Coinvolti anche un avvocato e un politico, Marco Martinelli, attuale parlamentare di Forza Italia. Sono 36 gli indagati. Il gip: marciume diffuso all'interno

Appalti Anas Diciannove arresti

La Guardia di Finanza ha eseguito delle ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Roma nei confronti di 19 soggetti tra dirigenti e funzionari dell'Anas e imprenditori titolari di appalti di opere pubbliche di primaria importanza. Coinvolti anche un avvocato e un politico, Marco Martinelli, attuale parlamentare di Forza Italia. Romano di 53 anni a Martinelli, in base a quanto si apprende, è stato notificato dalla finanza un avviso di garanzia. L'operazione di questa mattina ha visto impegnati oltre 250 finanzieri e rappresenta la seconda tranche dell'inchiesta scattata a ottobre dell'anno scorso sulle mazzette pagate dagli imprenditori destinatari degli appalti ai funzionari dell'Anas. Tra questi Antonella Accroglianò, la dirigente soprannominata 'dama nera'. Ed è proprio sulla base delle sue ammissioni e dei successivi riscontri e verifiche effettuati dagli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma, che sono scattati i provvedimenti di oggi. 

"Un marciume diffuso all'interno di uno degli enti pubblici più in vista nel settore economico degli appalti". Lo scrive il gip di Roma nel provvedimento con cui ha disposto gli arresti di 19 tra funzionari Anas e imprenditori, sottolineando che questo marciume è reso ancor più "sconvolgente" dalla facilità d'intervento degli appartenenti all'organizzazione per eliminare una penale, aumentare gli interessi, facilitare il pagamento di riserve e far vincere un appalto ad una società amica.

Sarebbero diversi, secondo quanto accertato dagli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Roma, gli appalti dell'Anas falsati dall'organizzazione, composta da funzionari e imprenditori, che si muoveva all'interno dell'azienda. In particolare la Guardia di Finanza ha evidenziato irregolarità nell'appalto per l'itinerario basentano, compreso il raccordo autostradale Sicignano-Potenza, per la Ss 117 Centrale Sicula (cofinanziata dalla Regione Sicilia), entrambi aggiudicati nel 2014, per la Ss 96 Barese e per la Ss 268 del Vesuvio, entrambe aggiudicate nel 2012, e anche per la realizzazione della nuova sede Anas di Campobasso, opera aggiudicata nel 2011.

Sono complessivamente 36 gli indagati coinvolti nella seconda tranche dell'inchiesta sugli appalti dell'Anas. Inchiesta che, grazie alla comparazione degli elementi scaturiti dagli accertamenti tecnici e dall'esame del materiale sequestrato a ottobre, ha consentito di accertare, secondo la Guardia di Finanza, come la corruzione individuata "non si limitasse agli imprenditori e dirigenti Anas già arrestati, bensì potesse considerarsi sistemica". I finanzieri hanno infatti accertati nuovi episodi illeciti e scoperto ulteriori dirigenti e funzionari Anas che, a vario titolo e in accordo con diversi imprenditori, si sono resi responsabili di corruzione, turbata libertà degli incanti, autoriciclaggio e favoreggiamento personale. In particolare gli episodi di corruzione erano finalizzati a favorire l'aggiudicazione di gare d'appalto a determinate imprese e a velocizzare l'erogazione dei pagamenti, a sbloccare contenziosi e consentire la disapplicazione delle penali, assicurando indebiti indennizzi in relazione a procedure di esproprio. (AA)

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