Milano

Maxifrode fiscale,
indagata “Credit Suisse”

Nella lista di 350 clienti che avrebbero eluso il Fisco pure Francantonio Genovese

La prima udienza di Genovese

Foto E. Di Giacomo

Credit Suisse Ag, la banca svizzera con sede a Zurigo, è indagata a Milano per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti nell’ambito di un’inchiesta, aperta da tempo, su una presunta maxifrode fiscale che sarebbe stata realizzata attraverso false polizze assicurative e che avrebbe permesso a clienti italiani di portare soldi all’estero e di non dichiararli al Fisco. Tanto che, ormai da mesi, la Guardia di Finanza sta portando avanti una serie di scrupolose complesse verifiche su 13-14mila persone che avrebbero trasferito su conti esteri circa 14 miliardi di euro.

Da oltre un anno, infatti, il procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco, insieme con i pm Gaetano Ruta e Antonio Pastore e il Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle stanno indagando su operazioni effettuate tra il Liechtenstein e le isole Bermuda in relazione alla presunte false polizze assicurative.

Un anno fa era emerso che la GdF stava lavorando su una lista di oltre 350 nomi di clienti di Credit Suisse (a cui, tra l’altro, l’Agenzia delle Entrate aveva mosso contestazioni in sede tributaria) e che tra loro era stato individuato anche il deputato, prima del Pd e poi di Forza Italia, Francantonio Genovese, già finito in carcere per truffa e frode fiscale nell’inchiesta cosiddetta “Corsi d’oro” condotta dai magistrati di Messina

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