Politica

Unioni civili, rinvio a mercoledì

Il presidente dei senatori Dem Luigi Zanda aveva chiesto la convocazione della Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. il Movimento cinque stelle aveva fatto sapere che avrebbe potuto votare contro il "super-canguro"

Pd senza paura: nessuno stralcio

Impasse al Senato sulle Unioni Civili. Il Pd prende tempo e l'esame del testo slitta a mercoledì 24. Il tutto dopo che il Movimento cinque stelle ha fatto sapere che avrebbe potuto votare contro il 'super-canguro' di Andrea Marcucci, il testo taglia-emendamenti che avrebbe fatto saltare, però, anche quelli Cattodem sulla stepchild adoption.

 "Ieri - ha detto il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda - abbiamo registrato un fatto politico nuovo un gruppo che sembrava favorevole a un iter del provvedimento ci ha ripensato. Quindi serve un lavoro di riflessione per riannodare dei fili politici".

 Il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha convocato la Conferenza dei capigruppo come richiesto dal presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda. Alla richiesta, ha sottolineato Grasso rendendo nota la sua decisione, "hanno aderito anche altri capigruppo". La capigruppo ha deciso lo slittamento a mercoledì 24.

"Dobbiamo vedere in questo lasso di tempo quali saranno i soggetti davvero affidabili con cui mandare avanti questa legge", dice la senatrice cattodem, Rosa Maria Di Giorgi. "Ora vedremo cosa accadrà - prosegue - non escludo un ritorno del testo in Commissione. Probabilmente si dovrà ripensare, comunque, un percorso parlamentare".

Il 2081, cioè il disegno di legge sulle unioni civili ora all'esame all'aula del Senato "lo abbiamo scritto, nella sua ultima versione, per rispettare la scadenza voluta da Renzi del 15 ottobre, io, Tonini e Lumia nella stanza di Tonini. E questa versione rappresentava l'accordo raggiunto nel Pd sulla materia. Era nel totale rispetto del programma di Governo". A sottolinearlo, ai cronisti che la intercettano nel Transatlantico del Senato, è la "madrina" del ddl sulle Unioni Civli, Monica Cirinnà. "Lo so che ho sbagliato a fidarmi del Movimento 5 Stelle e pagherò per questo. Mi prendo la mia responsabilità politica di essermi fidata di loro. Concluderò la mia carriera politica con questo scivolone. Ne prendo atto", ha detto Monica Cirinnà.

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