UNIONI CIVILI

Sfida Cattodem, proposta per affido rafforzato

I cattolici Dem chiedono in un emendamento di modificare la stepchild adoption. La maggioranza chiude agli stralci. Polemiche per la pubblicazione dei nomi dei senatori contrari da parte di Gay.it

Sfida Cattodem, proposta per affido rafforzato

Braccio di ferro nel Pd con la maggioranza che dice no allo stralcio della norma sulla 'stepchild adoption' mentre i Cattodem provano a proporre una via alternativa per arrivare a una sintesi con un emendamento che prevede anzichè l'adozione l'affido rafforzato del figlio da parte del compagno. Intanto fa discutere la decisione del portale Gay.it di pubblicare nomi e mail di una trentina di senatori che sarebbero pronti a non votare il ddl Cirinnà.

L'emendamento Cattodem - Si prevede "l'affidamento personale del minore alla parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso quando lo stesso è figlio, anche adottivo, dell'altra parte dell'unione civile e il genitore biologico estraneo all'unione civile sia sconosciuto, deceduto o decaduto dalla responsabilità genitoriale". E' quanto si legge nell'emendamento presentato dai 'Cattodem' al Senato sull'affido rafforzato. L'emendamento, a quanto si apprende, prima del 22 gennaio potrà essere corretto o integrato.

Campana, no a stralcio, no a fare pezzi ddl - "Il dialogo è importante, giusto, sacrosanto: l'abbiamo sempre voluto e continuiamo a cercarlo fino alla fine. Ma l'asticella dei diritti sociali e civili della legge non può scendere, il testo non si può fare a pezzetti". Con queste parole Micaela Campana, responsabile Diritti della segreteria Pd, dice no alla proposta di un gruppo di parlamentari cattolici Dem di stralciare la cosiddetta "stepchild adoption" dal testo sulle unioni civili. "Non si può abbassare l'asticella sui diritti dei bambini", aggiunge.

La polemica su Gay.it - Sarebbero 31 i senatori del Pd che voterebbero contro il ddl sulle unioni civili qualora l'articolo 5 sulla stepchild adoption passasse nonostante il loro voto contrario. A dirlo è il sito Gay.it, dell'imprenditore Alessio De Giorgi, uno dei più noti imprenditori omosessuali italiani da sempre vicino al Pd. De Giorgi pubblica tutti i nomi dei senatori 'incriminati', precisando che i più accesi sostenitori di questa linea sarebbero Nicoletta Favero, Rosa Maria Di Giorgi e Stefano Lepri, e che gli altri si sarebbero "limitati" a paventare una supposta indisponibilità del presidente della Repubblica Mattarella a firmare la legge sulle unioni civili con la stepchild adoption. Una scelta definita da più parti nel Pd. "Una sorta di lista di proscrizione - dice Andrea Marcucci - peraltro anche sbagliata, è uscita su gay.it, per additare al pubblico ludribio un gruppo di senatori che lecitamente stanno facendo la loro battaglia sul tema della step child adoption. E' un'iniziativa grave, illiberale, che punta a dividere il Pd e che di fatto indebolisce il traguardo storico dell'approvazione delle unioni civili".

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