Felix Baumgartner

Supera in "tuffo"
il muro del suono

Il paracadutista austriaco Felix Baumgartner, lanciandosi oggi in caduta libera dai limiti dello spazio da una capsula appesa a un pallone a elio sopra il deserto del New Mexico, ha infranto almeno tre record.

Supera in "tuffo"
il muro del suono

 Il paracadutista austriaco Felix Baumgartner, lanciandosi oggi in caduta libera dai limiti dello spazio da una capsula appesa a un pallone a elio sopra il deserto del New Mexico, ha infranto almeno tre record: ha superato la velocità del suono (che è di 1.193 km/h) durante la caduta, primo caso assoluto per un uomo senza l'ausilio di un aereo o di un razzo; si è lanciato dalla quota più alta mai tentata, qualche metro sopra quota 39.000 - il record precedente apparteneva all'americano Joe Kittinger, che nel 1960 fece la stessa cosa da 31.333 metri -; ha superato il primato di volo umano su pallone aerostatico - il precedente era dei Viktor Prather e Malcolm Ross, che nel 1961 raggiunsero "solo" 34.668 metri di altitudine.

Un lancio da record. Il temerario austriaco volante, il paracadutista Felix Baumgartner, entra direttamente dalla stratosfera nella storia. Oggi ha realizzato il suo sogno: tuffarsi da una quota mai tentata prima, oltre 39 mila metri di altezza e, in caduta libera, infrangere il muro del suono, per poi toccare terra sano e salvo e, in ginocchio, esultare con i pugni verso il cielo: "Ce l'ho fatta!". Un volo di poco meno di dieci minuti, vissuti col fiato sospeso da milioni di persone che hanno seguito l'impresa attraverso la diretta tv e su YouTube o dalla sua base della Air Center Space di Roswell, nel New Mexico.

Dopo che il volo era stato rinviato la settimana scorsa a causa delle avverse condizioni meteo, oggi la tensione era altissima. La conferma che Baumgartner avrebbe tentato il tuffo si è avuta meno di un'ora prima dell'inizio dell'ascensione, avvenuta con un gigantesco pallone aerostatico. Un'operazione che ha richiesto due ore e 21 minuti. Poi, finalmente, si è visto l'avventuriero spiccare il volo dalla minuscola capsula 3,3 metri per 2,4 di vetroresina che lo ha portato fin lassù.

"Gli angeli custodi si prendono cura di te", gli hanno detto via radio dal centro di controllo. A quote così elevate, l'aria oppone una resistenza minima e l'accelerazione è impressionante: rapidamente, Baumgartner ha raggiunto una velocità di oltre 1.100 chilometri l'ora, anche se ancora non si tratta di un dato ufficiale. I termini esatti dell'impresa saranno diffusi comunque presto, dopo un esame dei dati registrati dai computer del team. Nel corso del volo ci sono stati alcuni momenti di grande tensione. Come quando Baumgartner ha brevemente perso l'assetto roteando pericolosamente su se stesso. O come quando ha affermato che la visiera del suo casco sperimentale si andava appannando e la sua speciale tuta pressurizzata da astronauta sembrava non riscaldarsi a sufficienza mentre la temperatura era di meno 68 gradi. Ma poi tutto è andato per il verso giusto e il temerario Felix, che ha 43 anni, ha potuto celebrare la sua impresa eccezionale, assieme agli scienziati, ingegneri aerospaziali, l'Air Force e la Nasa, che l'anno assistito e che ora si preparano a studiare le reazioni dell'organismo umano ad un salto del genere, compiuto da un'altezza fino a quattro volte superiore a quelle in cui volano gli aerei commerciali.
Per Baugartner non è la prima avventura pericolosa. Al suo attivo già vanta lanci col paracadute dalle Petronas Tower di Kuala Lumpur, dalla statua del Gesù a Rio de Janeiro e dalla Taipei 101 Tower a Taiwan. E anche il suo sponsor, la Red Bull, ha già finanziato numerose imprese del genere. Ma in questo caso, "questo è un test di volo, non uno stunt", ha affermato Art Thompson, direttore tecnico della missione: un test per mettere alla prova tecnologie "di cui l'umanità beneficerà per decenni a venire".

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