Fondi Pdl

L'opposizione si dimette
Polverini in bilico

Il terremoto politico seguito allo scandalo della gestione dei fondi del Pdl alla Regione Lazio registra la scossa più violenta degli ultimi giorni, con la governatrice Renata Polverini che ieri sera ha visto il premier Mario Monti, i consiglieri di quasi tutta l'opposizione, a cominciare dal Pd, che si dimettono, e il sindaco di Roma Gianni Alemanno che chiede di "azzerare" il centrodestra e di rifondarlo su comportamenti e valori.

L'opposizione si dimette
Polverini in bilico

E sono in tanti a prevedere per oggi lo show down. Ieri sera, dunque, i 14 consiglieri del Pd hanno firmato le loro dimissioni irrevocabili. Scelta adottata anche dai cinque consiglieri dell'Idv e dai due di Sel, da Federazione della Sinistra e Lista Civica dei Cittadini, mentre l'unico Verde, Angelo Bonelli, ha confermato la disponibilità a lasciare. I due radicali hanno fatto sapere che vedranno domani il da farsi: se mancheranno solo due firme per far decadere il consiglio, allora si dimetteranno anche loro. La governatrice è in bilico, ma per oggi non cede alla nuovo scossone. A tarda sera fa sapere soltanto di aver incontrato Monti "per informarlo della situazione che si è verificata in Regione". A stretto giro tutti i capigruppo della maggioranza di centrodestra, Udc e Mpa compresi - quest'ultimo, Rocco Pascucci, era stato dato per dimissionario dal Pd - firmano un documento di sostegno alla Polverini. "La maggioranza è orgogliosamente al fianco di una presidente di Regione onesta e determinata", scrivono, bollando come "infantile" l'iniziativa dell'opposizione di firmare le lettere di dimissioni. L'obiettivo dei consiglieri del centrosinistra è di arrivare allo scioglimento del consiglio regionale e di marcare un netta discontinuità con il 'sistema Fiorito'. Un obiettivo, però, che l'opposizione, senza l'apporto dell'Udc - che oggi ha rinnovato il sostegno alla Polverini - non può centrare almeno stando ai numeri. Per provocare lo scioglimento del Consiglio, infatti, dovrebbero dimettersi 36 consiglieri su 70 e l'opposizione è arrivata finora a quota 28. Ma è proprio la posizione dei centristi, tiepida a livello nazionale, che potrebbe essere alla fine decisiva per le scelte della governatrice. Il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa osserva: "Chi chiede dimissioni faccia l'esame di coscienza". Poi aggiunge sibillino: "Bisogna assumere una decisione nell'interesse dei cittadini. Noi lo faremo nelle prossime ore". Più netto il leader Pier Ferdinando Casini che ha parlato di "un disagio e malessere profondo" ed ha aggiunto di non sentirsi di dare consigli alla Polverini. "La polemica del Pd mi fa scappare da ridere e da piangere. Si sono accorti ora che ci sono sperchi?". La fibrillazione sale e il 'caso Lazio' scuote nel profondo il centrodestra. Un'altra scossa arriva dal sindaco Gianni Alemanno che va dritto al cuore della 'questione morale' aperta dallo scandalo che ha travolto il Pdl regionale. "Dobbiamo guardarci in faccia - dice - e aprire un dibattito serio, non dilatorio. Credo serva un azzeramento totale all'interno del centrodestra. Dobbiamo rifondare una realtà che ha bisogno non solo di valori, che ci sono, o di riferimenti politici ma anche di comportamenti che rendono credibili questi valori di fondo come persone, famiglia, nazione e merito. Non possiamo continuare a vivere di espedienti". Alemanno rinnova la sua fiducia alla Polverini, che ha fatto bene a restare perché incolpevole, ma trae una riflessione amara: "Nulla è cambiato dai tempi di Tangentopoli". Non ci sta, comunque, a farsi fare la morale dal Pd: "Ogni partito, ogni gruppo nella Regione Lazio sapeva come venivano ripartiti i fondi". Per la governatrice, ancora una notte di riflessione.

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