Roma

Picchia la moglie
il giudice lo sfratta

Anni di botte, insulti e pesanti minacce, anche davanti alla loro bambina. E quando la moglie, esasperata, trova finalmente il coraggio di presentarsi ai carabinieri e di sporgere denuncia contro il marito, lui corre in banca a svuotare il conto corrente per lasciare moglie e figlia "a secco".

Picchia la moglie
il giudice lo sfratta
Anni di botte, insulti e pesanti minacce, anche davanti alla loro bambina. E quando la moglie, esasperata, trova finalmente il coraggio di presentarsi ai carabinieri e di sporgere denuncia contro il marito, lui corre in banca a svuotare il conto corrente per lasciare moglie e figlia "a secco". E' finita con un decreto di allontanamento dalla casa familiare per G.M., manovale romano di 34 anni, la love story con A.R., 25enne originaria della Repubblica Ceca. Il provvedimento, emesso (per la prima volta) dal tribunale di Rieti ai sensi dell'articolo 342 ter del codice civile, vale sei mesi, prorogabili: nel frattempo, il marito violento - residente in un paese alle porte della capitale - puo' vedere la piccola (che adesso ha tre anni e mezzo) solo in un luogo protetto, alla presenza dei servizi sociali chiamati a monitorare la sua condotta. - G.M., spiega il legale della vittima, Daniele Ingrosso, non e' nuovo a certi comportamenti e nel suo passato ha precedenti per violenza su una prostituta, guida in stato di ebbrezza e, soprattutto, stalking ai danni di una vecchia "fiamma". E' una lato della sua personalita' che A.R., da qualche anno in Italia dove trova un posto da infermiera, non tarda a conoscere, L'uomo, infatti, in cura da uno psichiatra per "disturbi dell'umore", complica la situazione alzando un po' troppo il gomito e il cocktail psicofarmaci-alcol incide non poco sulle violenze fisiche e psicologiche che sempre piu' spesso infligge alla consorte. E' un escalation di mobbing familiare, incrudelito da una gelosia patologica che porta G.M. ad accusare la moglie di tradirlo con qualsiasi uomo incontri. Le scenate diventano sempre piu' frequenti, come gli interventi dei vicini spaventati dalle urla, e la figlioletta della coppia e' testimone sempre piu' intimorita delle intemperanze di papa' che a un certo punto tenta di trascinarla dalla sua parte raccontandole bugie e cattiverie sulla mamma. Delle violenze, suo malgrado, fa le spese anche la suocera, che al culmine di una delle aggressioni a calci e pugni viene minacciata a sua volta di morte: "vi taglio la gola", sibila G.M., incurante della presenza dei carabinieri. A un certo punto G.M. lascia casa di sua volonta' ma la situazione non migliora, ingiurie e minacce si ripetono e dopo un nuovo pestaggio certificato dai sanitari del pronto soccorso A.R. trova la forza di ribellarsi. "L'istituto dell'ordine di protezione contro gli abusi familiari - spiega l'avvocato Ingrosso - rappresenta uno strumento duttile, capace di adattarsi alle piu' svariate situazioni, secondo le valutazioni del giudice. Gli articoli 342 bis e 342 ter del codice civile 'coprono' vari tipi di violenza in famiglia e le misure civili previste (tra cui appunto l'allontanamento dalla casa familiare del coniuge violento previsto anche dal codice penale) presentano l'innegabile vantaggio di aiutare la vittima a superare la ritrosia che di solito ha nel denunciare un familiare. Per le tante donne che si trovano a subire le prevaricazioni del partner al chiuso delle mura domestiche, una chance concreta di uscire dall'incubo".

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