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A otto anni muore in una vasca di liquami

La sua famiglia vive nella frazione di Carpena dove ha una piccola azienda agricola: frutteto e allevamento di maiali. Il bimbo è andato a giocare nella vasca dei liquami di scarico della porcilaia. Il suo cuore aveva ripreso a battere ma stamattina non ce l'ha fatta più. Donati gli organi

sanità

Un bambino di 8 anni è morto affogato in una vasca di liquami nell'azienda agricola di famiglia a Forlì. La famiglia della piccola vittima, genitori e nonni, risiede infatti alla periferia della città, nella frazione di Carpena, dove gestisce una piccola azienda agricola: frutteto e allevamento di maiali. Ieri sera attorno alle 21 la tragedia. Il nonno è uscito nell'aia per completare alcuni lavori e il nipotino lo ha seguito. Dopo aver osservato per un po' cosa faceva il nonno, il bambino si è allontanato di qualche passo per mettersi a giocare nei paraggi col suo giocattolo preferito: una riproduzione in miniatura di un trattore. Dopo alcuni minuti passati assorto nel suo lavoro, l'uomo ad un certo punto ha realizzato di non sentire più la voce del nipotino e di non vederlo. Si è messo a cercarlo nell'aia, poi ha notato il giocattolo abbandonato a poca distanza dalla vasca dove si scaricano i liquami della porcilaia. Avvicinatosi di corsa al serbatoio in cemento profondo circa un metro e con una copertura in cemento e lamiera, ha subito notato un piccolo spazio libero fra le lamiere. E' bastato affacciarsi e guardare in basso per notare il corpo del piccolo che galleggiava ormai esamine. L'uomo ha iniziato ad urlare per richiamare l'attenzione dei familiari mentre, preso un bastone di legno, ha cominciato disperatamente a rimuovere le lamiere di copertura per allargare lo spazio libero e poi estrarre il corpo del nipotino. Lanciato l'allarme, sul posto sono giunti subito i medici del 118 che hanno trovato il piccolo in arresto cardiaco. Le manovre di soccorso hanno avuto effetto, e il cuore ha ripreso a battere. Poi la corsa verso l'ospedale. Lì i medici hanno iniziato una disperata lotta con la morte durata tutta la notte. Alla fine però il quadro clinico del bimbo si è rivelato troppo compromesso da un'assenza d'ossigeno prolungata. In mattinata il cuore del bimbo si è fermato per la seconda e definitiva volta. Vano anche, una volta verificata la morte celebrale del bambino, l'assenso della famiglia all'espianto degli organi. La prolungata assenza di ossigeno e il contatto con i liquami li ha irrimediabilmente danneggiati. Ricoverati nello stesso ospedale, a causa di un malore momentaneo, anche il nonno e la madre del bambino, che poi si sono ripresi. La magistratura ha disposto il sequestro della vasca ed ha aperto un'inchiesta per chiarire la dinamica di quanto accaduto ed eventuali responsabilità.(ANSA).

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