Nel carcere di Sollicciano a Firenze

Suicida a sei mesi
dalla scarcerazione

La donna doveva scontare una condanna per reati contro il patrimonio, furto e spaccio. Per uccidersi ha usato le lenzuola. Le ha tagliate e poi ha unito i pezzi, formando una specie di corda che ha dunque legato ai ferri. In cella era sola perché l'altra detenuta era fuori grazie ad un permesso temporaneo di uscita dal penitenziario

Suicida a sei mesi
dalla scarcerazione

Le mancavano circa sei mesi per finire di scontare la condanna, ma fra pochi giorni avrebbe potuto accedere ad un programma di recupero da seguire in una comunità per tossicodipendenti e così uscire anche prima dal carcere. Questa la condizione della detenuta di 36 anni, fiorentina, madre di due figli di 9 e 4 anni, che tra mezzanotte e l'una della notte scorsa si è suicidata nel carcere di Sollicciano, a Firenze, impiccandosi alle sbarre della cella. La donna doveva scontare una condanna per reati contro il patrimonio, furto e spaccio. Per uccidersi ha usato le lenzuola. Le ha tagliate e poi ha unito i pezzi, formando una specie di corda che ha dunque legato ai ferri. In cella era sola perché l'altra detenuta era fuori grazie ad un permesso temporaneo di uscita dal penitenziario.   Secondo quanto appreso, era colpita da una forte depressione, dovuta anche alla solitudine. Pochi, tra l'altro, i colloqui avuti con i familiari, la madre e il fratello, i quali oggi hanno raggiunto il carcere. La detenuta era a Sollicciano da qualche tempo, essendovi stata trasferita dopo che nel carcere di Livorno è stata chiusa la sezione femminile. (ANSA)

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