Europa League

L'Inter vince
ma va fuori

All'Inter non riesce la 'remuntada'. I nerazzurri sono stati infatti eliminati agli ottavi di finale di Europa League dal Tottenham nonostante la vittoria per 4-1 dopo i tempi supplementari.

L'Inter vince
ma va fuori

 Un'Inter eroica sfiora l'impresa: i nerazzurri sfogano la rabbia accumulata dopo le ultime sconfitte e battono sonoramente un Tottenham rinunciatario e presuntuoso. E' finita 4-1 la sfida contro gli Spurs decisa ai tempi supplementari dopo che l'Inter aveva rimontato i tre gol incassati nella partita di andata. Uno score che non basta per la qualificazione ai quarti di finale di Europa League. L'Inter gioca la partita della vita con una voglia di vincere e di riscatto quasi commovente: centoventi minuti di gloria, di adrenalina, di coraggio per uno spettacolo straordinario che nessuno si aspettava. Difficile crederci infatti: poca gente sugli spalti, molta rassegnazione ma il calcio ancora una volta ribalta ogni pronostico.

 Il Tottenham si presenta a San Siro con l'approccio sbagliato: arrogante e indisponente dopo il tre a zero dell'andata, quasi rinuncia a giocare, cerca di fare scorrere il tempo, per gli Spurs sembra poco più di un allenamento. I nerazzurri aspettano invece gli avversari con il coltello tra i denti: vitali ed energici, avrebbero meritato il passaggio ai quarti. Gli Spurs, senza Bale, non sono un granché e l'Inter questa sera era davvero strepitosa, come non la si vedeva da tanto tempo. Andrea Stramaccioni indovina tutto, perfino Jonathan disputa la sua miglior partita, Cassano mattatore assoluto. Palacio qualità e gol. Esplode il cuore nerazzurro, si rivedono orgoglio e determinazione, sudore e fatica in centoventi minuti di passione e sofferenza. L'Inter - nel tempo regolamentare - surclassa totalmente il Tottenham, segna tre reti, completa la remontada. Nei supplementari, incassa ingenuamente il gol di Adebayor che spegne bruscamente un sogno possibile. Incassa ma non si dà mai per vinta: l'Inter quasi non sente il contraccolpo psicologico e riesce a segnare ancora con Alvarez. Tutti in area per un finale che avrebbe dovuto e potuto essere diverso. L'Inter affronta la gara nel modo giusto, con il passo della grande squadra. 

Finalmente un modulo razionale (4-3-1-2): Inter con Cassano e Palacio. Guarin subito dietro. Nerazzurri subito pericolosi con Fantantonio in grande evidenza: si intuisce subito che è la sua serata e, infatti, il gol del barese arriva puntuale al 20'. Ispira Jonathan, traversone di Palacio, Cassano é lesto nel mettere alle spalle di Friedel. L'Inter ci crede, il Tottenham si spaventa e e reagisce con un gran tiro di Sigurdsson e un sinistro di Adebayor ma al 25' Palacio fa tremare la traversa. Kovacic preciso e autorevole come play maker, la difesa tiene con Chivu in ottima serata, la squadra gira alla grande. La partita è divertente. Nel secondo tempo, al 6', Adebayor manca il gol del pareggio e il Tottenham si deve arrendere alla forza dell'Inter: un minuto dopo, Cambiasso infatti serve Palacio che, da goleador di razza, non sbaglia. E' il 2-0. Alla mezz'ora arriva il 3-0 con una bella punizione calciata da Cassano e deviata da Gallas. 

La remontada è completata. L'Inter dà la sensazione di poter agguantare l'insperata qualificazione: tanto agonismo e volontà, la squadra si muove all'unisono, compatta come mai. A tempo scaduto, Cambiasso potrebbe mettere la parola fine e portare l'Inter ai quarti. Ma il finale è ingiusto: si va ai supplementari. Giganteggia Zanetti che corre e chiude i varchi, ci pensa Handanovic a negare il gol a Vertonghen, Gallas vuole cancellare l'umiliazione dell'autogol. L'inter è viva e combatte ma al 6' arriva la mazzata: Dembelé avanza palla al piede, calcia, Handanovic non trattiene, Adebayor ne approfitta. E' il colpo vincente anche se l'Inter non va ancora al tappeto perché arriva il gol di Alvarez. Giocatori sfiniti e partita che si chiude con Ranocchia che fa da centravanti e Handanovic in area per tentare il tutto per tutto sull'ultimo calcio d'angolo. Passa il Tottenham ma questa partita potrebbe essere una svolta intanto per l'allenatore che può ripartire da un collettivo affiatato e vivace. Il presidente Moratti, fino a ieri arrabbiato e deluso, non può che essere orgoglioso dell'Inter di questa sera. Ora c'é la partita di domenica, contro la Sampdoria: il rischio è quello di avvertire la stanchezza dopo la battaglia di stasera, una lotta all'ultimo pallone. Oppure avrà la meglio un morale ritrovato in un gruppo che sembra rigenerato e nuovamente consapevole e forte. Per l'Inter resta una notte comunque indimenticabile, finita tra gli applausi dopo i fischi in campionato. 

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