Patto per la Sicilia,
stanziati oltre 2 miliardi

Il Cipe ha formalizzato la somma che verrà trasferita nell’Isola subito dopo la firma dell’accordo, a fine agosto. A Palermo, Catania e Messina toccheranno 332 milioni ciascuno. Termovalorizzatori: via ai bandi

Patto per la Sicilia,  stanziati oltre 2 miliardi

La firma del Patto è fissata per la fine del mese, ma il Cipe ha bruciato i tempi e ha scomunicato che alla Regione toccheranno 2,320, 4 milioni di euro. C’è di più: alle tre Città metropolitane dell’Isola toccheranno ciascuno 332 milioni di euro. Per la cronaca Palermo e Catania hanno firmato il Patto, Messina prossimamente.

E proprio su questo argomento, quando ancora non si conoscevano le determinazioni del Cipe era intervenuto il presidente della Regione Rosario Corcetta annunziando che «entro il 15 settembre partiranno i bandi per le imprese per mettere in moto l’economia privata. Entro il primo agosto saremmo stati in grado di firmare il Patto per il Sud, ma lo faremo slittare a fine agosto per mettere insieme la questione dello sviluppo a quella degli aiuti ai poveri. Perché se è vero che cresciamo come Pil – dalle proiezioni del 2016, la Sicilia è la regione italiana che più cresce, quella che spinge il Pil italiano – dal 2007 al 2013, in termini di disoccupazione abbiamo perso 14 punti di Pil e 150 mila posti di lavoro sono andati in fumo».

Crocetta ha aggiunto: «perquesto motivo il nostro Patto per la Sicilia sarà diverso rispetto a quello delle altre regioni: comprenderà non solo lo sviluppo ma anche azioni di solidarietà per i giovani disoccupati e per chi ha perso il lavoro: in tutto si tratta di 350 milioni destinati al servizio civile e ai cantieri di lavoro. L’obiettivo è dare un lavoro, entro il prossimo anno, a 100 mila disoccupati.»

Il Governatore ha poi affrontato la questione dei rifiuti ribadendo che per lui l’emergenza è praticamente finita. Il suo governo, infatti, sta lavorando alla stesura di bandi per dotare la Sicilia di termovalorizzatori di piccole dimensioni e a basse emissioni, rigassificatori o impianti di trattamento dei rifiuti liquidi.

Crocetta lo ha annunziato a Palazzo d’Orleans, assieme al dirigente del dipartimento rifiuti Maurizio Pirillo.

«Dopo Ferragosto pubblicheremo le gare internazionali – ha detto il presidente della Regione– Al di là delle visioni ideologiche, è fondamentale chiudere il ciclo del trattamento dei rifiuti attraverso la realizzazione di piccoli impianti fuori dai centri abitati e a emissioni zero. Intanto i comuni devono aumentare la raccolta differenziata, è grave che in media nell’isola sia intorno all’11%».

Allo studio del governo c’è anche un bando internazionale per raccogliere manifestazioni d’interesse di aziende disposte a raccogliere la frazione secca dei rifiuti prodotta in Sicilia.

«È sbagliato buttarla in discarica – ha sostenuto Crocetta – È un bene riutilizzabile e che produce ricchezza». Per il governatore «l’azione sugli impianti deve partire entro l’autunno, altrimenti fra due anni la Sicilia piomberà nell’emergenza rifiuti, perché non è possibile aprire nuove discariche».

E in ogni caso «l’emergenza è finita, da oggi renderemo definitivi i provvedimenti che abbiamo avviato. Voglio precisare che non si tratta di pezze al sistema, di interventi spot, anche se frutto di ordinanze destinate a risolvere l’emergenza, c’è stata un’inversione di tendenza globale del sistema dei rifiuti», ha rimarcato il presidente della Regione,

«In un mese abbiamo messo in regola le discariche siciliane, evitando che la Sicilia pagasse infrazioni comunitarie pesanti. I rifiuti adesso vengono biostabilizzati. Abbiamo in itinere una serie di ampliamenti nelle discariche e avviato impianti di biostabilizzazione mobili, che riescono a fare lo stesso lavoro di quelli fissi».

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