Maggioranza assoluta indipendentisti, Ciudadanos primo

Maggioranza assoluta indipendentisti, Ciudadanos primo

C'è stata "una partecipazione record, storica, con un risultato che nessuno può mettere in discussione". Così il leader indipendentista Carles Puigdemont, in una conferenza stampa in catalano, commenta il risultato delle consultazioni di ieri. Puigdemont ripete due volte: "La Repubblica catalana ha battuto la monarchia sull'articolo 155", e aggiunge: "Rajoy è stato sconfitto". Ora servono una "rettifica", una "riparazione" e la "restituzione della democrazia".

 

A risultati quasi definitivi, dopo lo spoglio del 99% delle schede, le tre liste indipendentiste insieme ottengono la maggioranza assoluta nel parlamento catalano con 70 seggi su 135, contro 57 al campo unionista e 8 alla 'terza via' di Cec-Podemos. Ma l'unionista Ciudadanos con 37 seggi diventa il primo partito catalano, davanti a JxC di Carles Puigdemont (34), Erc 32, Psc 17, CeC 8, Cup 4 e Pp 3, suo minimo storico. L'affluenza alle urne è stata molto alta, del 82%.

 

Applausi e cori con cui si chiede "libertà per i prigionieri politici" sono esplosi nella sala del centro convegni a Bruxelles. A questi si sono uniti anche i parlamentari indipendentisti fiamminghi del N-va, al grido di "indipendenza".

 

Grida di gioia e disappunto, nel centro conferenze a Bruxelles, dove si segue la notte elettorale catalana col governo in 'esilio': le prime, quando JxCat, la formazione guidata dal leader indipendentista Carles Puigdemont, col 34% degli scrutini fatti, è la prima forza. Ma pochi minuti dopo arrivano le grida di disappunto, quando JxCat scende al secondo posto, superata dagli unionisti di Ciudadanos.

 

Nonostante l'organizzazione molto discreta della serata, in una sala dalla capienza piuttosto limitata, nel centro cittadino di Bruxelles, sul posto sono presenti numerosi media internazionali. Puigdemont terrà anche una conferenza stampa, domani intorno a mezzogiorno, in un luogo ancora da definire, nella zona del quartiere europeo.

 

Due bandiere, la stellata europea e quella a righe gialla e rossa catalana, fanno da sfondo al podio da cui il leader indipendentista Carles Puigdement farà il suo discorso in serata. Ai lati del podio si trovano due maxischermo, che trasmettono le immagini delle elezioni, con i reportage dai seggi, a oltre mille chilometri di distanza. Intanto, intorno alle 20, con la chiusura dei seggi, è stato annunciato l'arrivo di Toni Comin, uno dei ministri del governo destituito, rimasti in Belgio con Puigdemont.

 

Alta affluenza alle elezioni catalane di oggi, dove alle 18 il 68,24% degli aventi diritto aveva già votato. Il dato supera del 5% quello registrato (63,12%) alla stessa ora alle precedenti elezioni del 2015, vinte dagli indipendentisti. L'affluenza due anni fa aveva toccato il 75% alla chiusura delle urne.

 

I seggi sono stati aperti alle 9 e lo resteranno fino alle 20. Oltre 5.554.394 di persone sono chiamate a votare per eleggere i 135 nuovi deputati del parlamento regionale di Barcellona. In lizza ci sono 38 liste. Le elezioni sono state convocate dal premier spagnolo Mariano Rajoy, con poteri speciali che gli ha conferito il senato di Madrid, dopo che, all'indomani della proclamazione della 'repubblica' catalana, il 27 ottobre ha dichiarato destituiti il presidente Carles Puigdemont e il suo governo e sciolto il Parlament.

 

Diciotto candidati indipendentisti alle elezioni sono incriminati per 'ribellione' e 'sedizione' per avere portato avanti il progetto politico dell'indipendenza, Puigdemont è in esilio in Belgio con 4 ministri, il vicepresidente Oriol Junqueras, capolista di Erc, secondo i sondaggi probabile vincitore delle elezioni, è in carcere a Madrid con altri tre dirigenti secessionisti.

 

(notizia in aggiornamento)

 

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