Lettere al Direttore

"Prigionieri della neve o dell'Anas?"

"Prigionieri della neve o dell'Anas?"

Riceviamo e pubblichiamo:

"Il giorno martedì 19 gennaio alle ore 14 partiva dall'autostazione di Cosenza un bus delle Ferrovie della Calabria diretto a Catanzaro con una trentina di passeggeri a bordo (compresa la sottoscritta, diretta all'aeroporto di Lamezia )  ed entrava in A3 rimanendo bloccato a circa 3 km dall'ingresso di Cosenza sud per oltre dieci ore causa precipitazioni nevose . Mi chiedo come sia possibile che nessuno abbia pensato di chiudere prontamente l'autostrada invece di creare un mostruoso serpente di macchine costringendo tutti a vivere una situazione surreale. Sul bus oltre a studenti e famiglie con bambini c'erano diverse persone che andavano in aereoporto (un anziano cardiopatico che doveva volare a Torino per ricoverarsi in ospedale; una famiglia che arrivata a Roma avrebbe preso il volo per il Brasile....). Naturalmente  nessuno è  riuscito ad arrivare in aereoporto. Abbiamo tempestato i centralini di ogni possibile numero di soccorso per ore senza che nessuno rispondesse mai. Lasciati tutti all'addiaccio, senza notizie, senza speranza. Ho visto persone che per la disperazione  sono scese dal bus e a piedi, di notte, sotto la nevicata, contromano in autostrada hanno iniziato a camminare facendo la gincana fra le macchine incolonnate cercando di raggiungere il casello. Chi è  il colpevole di tutto questo? Chi pagherà  i danni che non sono solo morali ma anche materiali? Ho perso il mio volo. Sono stata costretta ad un pernottamento  straordinario in hotel . Ho dovuto acquistare un nuovo biglietto aereo per tornare a casa. Ho perso 12 ore della mia vita per colpa di chi? Costretti a mangiare neve per dissetarsi e a mingere all'aperto davanti a sconosciuti. Senza contare che per diverse ore il nostro bus è  stato fermo in galleria. E lo Stato che faceva per i suoi cittadini in difficoltà?  Grazie a chi non ha controllato che chi è  entrato in autostrada fosse in regola per farlo; grazie all'Anas che non aveva uomini, mezzi e capacità  per impedire l'incubo in cui ci siamo trovati; grazie ai centralini del 112 che non hanno risposto mai; grazie al poliziotto che dopo otto ore di attesa trovandosi a passare vicino al bus non ha trovato nulla di meglio da dire che era bagnato e aveva freddo e doveva andare via. Grazie Italia". 

Alessandra Rezza
docente di Canto lirico
presso il Conservatorio  Stanislao Giacomantonio di Cosenza 

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