Lettera di un lettore

"Il Ponte unica speranza per Messina"

"Il Ponte unica speranza per Messina"

Riceviamo e pubblichiamo:

Tante persone blaterano sull'argomento Ponte con superficialità disarmante con la presunzione che l'opera non è realizzabile perché è in zona sismica, la struttura del manufatto non reggerebbe nel tempo, l'impatto ambientale sarebbe oltremodo dannoso per gli uccelli che urterebbero contro le strutture e per i pesciolini locali che sarebbero disturbati dall'ombra del ponte proiettata sulla superficie del mare ed in ultimo l'opera non avrebbe alcuna valenza economica e quindi sarebbe una cattedrale nel deserto. Tutte le motivazioni sopra indicate sono facilmente confutabili per una semplice ragione: nessuna grande società o impresa privata investirebbe tanti miliardi in un'opera che dovrà realizzare a sua cura e spese per poi assumersi anche l'onere della manutenzione e della gestione per decenni se non fosse certa che nel tempo avrà un vantaggio economico e che la struttura stessa non fosse in grado di resistere i fenomeni sismici.

Se avesse avuto qualche dubbio al riguardo avrebbe potuto approfittare della disdetta del contratto da parte del governo monti per chiedere il risarcimento danni che di diritto già le spettano ma la società è disposta a rinunciare a tale risarcimento di centinaia di milioni di euro purché si faccia il manufatto. Quindi c'è la certezza da parte della stessa società di essere in grado di costruire il ponte e di trovare sul mercato i finanziamenti necessari per realizzare l'opera. Considerazioni: in tutte le nazioni del mondo rette da politici di tutte le ideologie di sinistra, di centro, di destra (comunisti, socialisti e capitalisti) hanno realizzato in pochi anni, anche in zone fortemente sismiche (California, Cina, Giappone, Cile, Turchia ecc.) opere infrastrutturali di dimensioni e grandezza impressionanti, grattacieli di oltre 800 metri, più ponti sospesi (Bosforo, ferrovie ad alta velocità).

Nel realizzare tali opere in detti Paesi non si è mai arrivati alla drammaticità che si raggiunge in Italia quando si devono fare delle infrastrutture veramente utili. Ritengo che il ponte sarà non solo per il meridione ma per l'intera nazione e per l'Europa una importante infrastruttura strategica che porterà tanto lavoro per le nostre maestranze e agevolerà di molto il flusso commerciale delle merci e dei viaggiatori e sarà una grande opportunità per sviluppare il turismo. La Francia alla fine dell'800 in occasione dell'esposizione universale,al solo fine di aumentare il suo prestigio in campo internazionale e valorizzare la capacità dei suoi ingegneri e della sua industria,costruì la torre Eiffel investendo enormi risorse finanziarie e per abbattere interi quartieri residenziali della città e per realizzare l'opera. Ebbene quella struttura, che è solo fine a se stessa (da alcuni verrebbe definita cattedrale nel deserto) è stata ed è una importante risorsa economica-turistica.

La città di Messina e il suo entroterra per la natura montuosa del suo territorio non ha potuto mai sviluppare una valida ricchezza agricola. L'economia locale in passato si basava principalmente nella lavorazione dei prodotti di agrumi,nell'attività artigianale,nella cantieristica navale di piccolo tonnellaggio. Tutte queste attività si sono ridimensionate nel tempo. L'unica grande risorsa della città era costituita dalle strutture del terziario: servizi trasporti (navi traghetto,treni merci,depositi locomotive,officine grandi riparazioni per veicoli ferroviari e mezzi di navigazione) servizi e impianti militari (base navale,ammiragliato,ospedale militare,unità militari specializzate dell'esercito,banca d'Italia,Provincia,Corte d'Appello. Ebbene tutti questi servizi non esistono più.

I nostri giovani non vedendo in prospettiva un futuro di sviluppo economico in nessuna attività pubblica o privata hanno abbandonato la città per recarsi al nord dell'Italia e dell'Europa. La città di Messina economicamente non esiste più. In passato è stata distrutta dai terremoti ed oggi è stata distrutta dai nostri politici inetti. Sarà un paradosso ma al presente l'unica prospettiva di attività economica che potrà dare un certa ripresa alla città sarà la costruzione del ponte sullo stretto che ci permetterà di ricollegarci definitamente alla Calabria dopo che è stato interrotto il traffico delle navi traghetto e il servizio di traghettamento in atto è alquanto precario dal porto di Tremestieri per il continuo insabbiamento dei suoi fondali.

Antonio Ciuna

Commenti all'articolo

  • lilipi3

    lilipi3

    15 Gennaio 2016 - 18:06

    Sono stata fino a poco tempo fa No ponte,non per motivi pseudo-ambientalistici,ma solo perché Messina è in zona sismica e sullo Stretto vi sono forti correnti.Ma,considerando l'attuale tecnologia,trovo che A. Ciuna ha ragione.Il Ponte sarebbe un'attrattiva turistica,agevolerebbe i viaggi e il commercio dei nostri prodotti,risolverebbe il problema TIR in città. Purché lo costruiscano gli stranieri!

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  • Nuccio

    15 Gennaio 2016 - 09:09

    Giovanni Calabrò, anche Tu come Nonnoludovico, fai parte di tantissime persone che ripetono frasi insensate, come "OTTOCENTO CAMION AL GIORNO DI STERRO". Tanto per chiarezza lo "sterro" è materiale di risulta di demolizione fabbricati in cemento o altro. Ma Tu forse ti riferisci alla sabbia che dovrebbe essere estratta dalle gallerie e usata per il ripascimento delle spiagge. Saluti SI AL PONTE

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  • Nuccio

    14 Gennaio 2016 - 11:11

    Quando appaiono sul giornale notizie sul ponte, si distinguono subito se sono scritte da persone competenti, serie, intelligenti, professionalmente formati e a cui sta a cuore Messina e i Messinesi e quando sono scritte da persone ignoranti, che pensano di saperne più di professionisti che hanno studiato anni per laurearsi prima di realizzare un progetto di tale portata. Si al ponte

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  • Nonnoludovico

    13 Gennaio 2016 - 21:09

    Che bello il Ponte sullo Stretto! Finalmente per andare a Reggio con la mia auto non dovrò più aspettare in fila il traghettto ma mi basterà andare dalle parti di Milazzo per imboccarlo ed in pochi minuti, dopo aver pagato il pedaggio più del traghetto, sarò dalle parti di Bagnara da dove, prendendo la Salerno Reggio Calabria (allora col pedaggio) in altri pochi minuti arriverò a Reggio! W u Ponti

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    • Nuccio

      14 Gennaio 2016 - 11:11

      Caro amico, dal quel poco che scrivi si intuisce che parli a vanvera, che non hai mai visto il progetto del ponte con la viabilità a Messina e Villa S.Giovanni. Ti consiglio di documentarti prima di scrivere fesserie. Cari saluti

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