Roghi ancora attivi

Incendi, notte da incubo a Messina

La situazione più grave sui monti dell’Annunziata (minacciato il polo universitario) e a S. Jachiddu

A pochi giorni dal disastro di Calamona, Spartà e Piano Torre, si materializza di nuovo l’inferno a Messina. Scene apocalittiche, disegnate dai soliti criminali che continuano a seminare paura. Come se niente fosse. Come se niente fosse accaduto prima. Anche stavolta tocca alla zona nord della città pagare il tributo più caro. Devastate dalle fiamme San Michele, Reginella il villaggio Annunziata. Già oggi comincerà la conta dei danni, che si annunciano piuttosto ingenti. Infatti, nella tarda serata di ieri, il rogo ha preso di mira il maneggio della Cittadella sportivo universitaria, all’ Annunziata. I cavalli sono stati portati via in tempo e interventi tagliafuoco attorno alla struttura hanno cercato di evitare il peggio.

Al sindaco metropolitano Renato Accorinti toccherà aggiornare la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza, già inoltrata agli enti competenti, con queste nuove, distruttive linee di fuoco.

La cronaca di ieri è da brividi. Ne sanno qualcosa soprattutto i residenti nelle abitazioni lambite dalle fiamme, nella cui mente sono riaffiorate le immagini dell’emergenza scoppiata a Calamona e Spartà. In ginocchio l’area di San Jachiddu e la vallata di San Michele e Ritiro, senza tralasciare, nella zona sud, contrada Baglio e Minissale. Un lungo fronte di colore rosso, con nubi nere in cielo, notato pure dalla dirimpettatia Calabria. Ancora una volta, gran lavoro e giornata campale per i soccorritori, chiamati agli straordinari. Fino a tarda notte, uomini e mezzi impegnati sui luoghi, per arginare l’ulteriore calamità originata senza dubbio dalla mano dell’uomo.

L’incendio nella zona nord scoppia a metà mattinata. In cielo si leva prima fumo rossastro, poi di colore sempre più scuro, fino ad assumere la tonalità del grigio e del nero. Segno, quest’ultimo, che la situazione sta peggiorando. Il centralino dei vigili del fuoco squilla all’impazzata. Le richieste di aiuto si moltiplicano. I tradizionali veicoli antincendio non bastano. C’è bisogno anche dei Canadair. Due velivoli raccolgono acqua dallo specchio di mare antistante il viale della Libertà e lo scaraventano sulle colline in fiamme. La doppia azione via terra e via aria sembra sortire gli effetti sperati. Il rogo allenta la sua morsa intorno alle 14. Ma un’ora dopo, riprende con più vigore. Anche la Forestale mette a disposizione un elicottero, che si leva in cielo dall’aeroporto di Reggio Calabria. I “lanci” diventano sempre più frequenti. Le lingue di fuoco, invece, sempre più minacciose. Nel frattempo, polizia municipale e carabinieri chiudono al transito le strade che da San Michele conducono ai Colli Sarrizzo e viceversa. Il pericolo, infatti, aumenta ed è necessario effettuare in sicurezza le operazioni di spegnimento. In serata, la situazione si fa ancor più problematica. Le fiamme tengono sotto scacco soprattutto il quartiere dell’Annunziata. Per precauzione, viene chiusa la galleria San Jachiddu, che conduce al rione di Giostra.

Ma nella porzione di territorio a nord bisogna convivere non soltanto con questa situazione drammatica. Ecco la beffa: l’Amam comunica che due centraline dell’Enel che alimentano gli impianti di sollevamento dell’azienda sono rimaste danneggiate, impedendo così l’approvvigionamento regolare dei serbatoi che servono gli abitati di San Michele, San Rizzo, Castanea, Pisciotto, Reginella e tutte le Masse. In questi centri, pertanto, oggi «non sarà possibile assicurare la regolare distribuzione idrica», si legge in una nota. Appena si potrà accedere sui luoghi, i tecnici di Amam provvederanno a verificare l’entità dei danni subiti dagli impianti a stimare i tempi di ripristino della normale distribuzione». Intanto, la società di viale Giostra comunica che sta assicurando la massima collaborazione alla Protezione civile per l’approvvigionamento degli automezzi impegnati nelle operazioni di spegnimento dell’incendio e un servizio di autobotti per eventuali situazioni di emergenza che dovessero presentarsi, soprattutto per le strutture sanitarie o di assistenza presenti nelle aree interessate.

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