Teatro

Carmen Panarello tra le passioni e i silenzi della signora Frola

L'attrice messinese protagonista con Agostino Zumbo ed Evelyn Famà di “Così è se vi pare” (da Luigi Pirandello) per la regia di Gianni Salvo al Piccolo Teatro di Catania.

Al Piccolo Teatro delle Città di Catania, per la regia di Gianni Salvo e nell’ambito della stagione del Teatro Vitaliano Brancati, torna in scena per le seconda settimana, dal 9 marzo al 12 marzo, “Cosi è se vi pare” da Luigi Pirandello. 

In scena la messinese Carmen Panarello (Signora Frola), Agostino Zumbo (Signor Ponza), Evelyn Famà (Signora Ponza); Roberta Andronico, Patrizia Bertolino, Giovanni Calabretta, Antonio Castro, Silvia Corsaro, Enrico Manna, Savì Manna, Roberta Nanni, Luigi Nicotra, Rita Stivale (i personaggi). Regia di Gianni Salvo, scene di Jacopo Manni, costumi di Sara Verrini, luci e fonica di Simone Raimondo, musiche di Erik Satie, elaborazioni musicali di Pietro Cavalieri.

I dialoghi tra i personaggi principali e i personaggi del salotto nello spettacolo diventano monologhi; le azioni mimiche e grottesche si alternano così al racconto della vicenda in un gesto  appassionato del coro,  sospeso nell’ascolto partecipe alla storia narrata.

Carmen Panarello

"Sono entrata in compagnia insieme all'eco dei grandi nomi di regine del teatro - racconta Carmen Panarello - che hanno consacrato la signora Frola a quel magnifico personaggio che è. Ma le ho subito abbandonate lasciandomi trascinare dalla scelta spiazzante e appassionante di Gianni Salvo. Mi sono lasciata trascinare  dall’alternarsi di passione e silenzio, di drammaticità e impalpabilità, che sentivo suggerire nella messa in scena;  fino a farli divenire tratti della mi stessa scelta interpretativa, a cui si è aggiunto,  sempre su stimoli della regia, il sottofondo dell'amletico dubbio di tanti 'essere o non essere'  costantemente presenti nel testo, i quali  danno a ogni gesto la possibilità di dipingere una visionarietà senza fine. Ruolo delicato e vigoroso insieme - aggiunge l'attrice messinese -  segna, per me, la responsabilità della mia età professionale e di un tempo teatrale che si fa sempre più caotico e vario; un’occasione quindi per poter così tenere acceso, umilmente ma con determinazione,  il faro di una delle tanti chiavi necessarie alla scoperta del mistero  teatrale e mistero teatrale essa stessa: qui, il genio di Pirandello, la cui parola sento vibrare in me ogni sera e ne sono fiera e davvero onorata". 

“Una stanza rappresenta uno spazio chiuso - scrive Gianni Salvo nelle note di Regia - una gabbia, un recinto, un desiderio di scappare, uscire, una ricerca dell’ALTROVE. Una stanza travestita da salotto: spazio decorato a rappresentare il senso dell’apparire. … La commedia si impernia tutta sui casi di due protagonisti Frola-Ponza. Quando ragiona la signora Frola, appare folle Ponza, quando ragiona costui è folle la signora. Rimaniamo inchiodati da cento anni a chiederci se avesse ragione Ponza, Frola, o il pubblico del salotto e da cent’ anni non troviamo soluzioni. Senza speranza ci lasciamo torturare ancora una volta, senza speranze resistiamo al tempo dello spettacolo per uscire dal buio del teatro mentre ci interroghiamo 'dove sta la verità'. La verità secondo Leopardi rappresenta 'l'arido ver' e non è da preferirsi all'immaginazione.
L’immaginazione si accompagna con la verità della follia di Don Chisciotte. E ancora: ricordo lo spazio (il salotto) più antico del mondo: la caverna di Platone e il conflitto fra la verità dei prigionieri incatenati e il prigioniero liberato. La verità delle ombre riprodotte sulla parete e la scoperta della verità degli oggetti reali all’esterno della caverna”.

Le foto sono di scena sono di Dino Stornello

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