messina

Giro di vite dei carabinieri, arresti e denunce in città

Controllo straordinario del territorio da parte dei carabinieri. Arrestate due persone, altre due denunciate in stato di libertà. Ci sono pure quattro segnalazioni per detenzione di stupefacenti e numerosi veicoli senza assicurazione sequestrati. FOTO DI ALESSIO VILLARI

Nella serata di mercoledì, i carabinieri della Compagnia di Messina Sud, congiuntamente a quelli del Nucleo Radiomobile di Messina, hanno svolto un servizio straordinario di controllo del territorio nell’area urbana di Messina. Per diverse ore, numerose pattuglie delle Stazioni di Messina Gazzi e Bordonaro, del Nucleo Operativo di Messina Sud e del Nucleo Radiomobile di Messina, si sono concentrate nei villaggi di Maregrosso, Fondo Fucile, Mangialupi e Santo, effettuando serrati posti di controllo e perquisizioni domiciliari a tappeto. Decine le persone identificate ed i veicoli controllati. Il bilancio complessivo è di due arresti in flagranza di reato, due denunce in stato di libertà, quattro segnalazioni alla locale Prefettura per detenzione di sostanze stupefacenti ad uso personale e numerosi veicoli sequestrati in quanto privi di assicurazione obbligatoria.

Durante il servizio, la Centrale Operativa dei Carabinieri ha segnalato un soggetto in fuga a bordo di un’autovettura FIAT Panda appena rapinata al legittimo proprietario sul Viale San Martino. Tutte le pattuglie si sono subito precipitate alla ricerca del mezzo rubato, intercettandolo sul viale Gazzi, altezza Case Gialle. Il malvivente ha però ignorato l’ALT dei Carabinieri, accelerando bruscamente, sfondando il posto di blocco. Ne è scaturito un inseguimento, nel corso del quale il fuggitivo ha cercato di dileguarsi cambiando più volte la propria direzione di marcia con manovre improvvise, percorrendo alcuni tratti stradali sul sorpasso in contromano ed effettuando ripetute manovre a “zig-zag” ed inversioni a “U”, mettendo in pericolo l’incolumità di numerosi passanti e degli altri automobilisti. Nel frattempo, le altre pattuglie dell’Arma si sono disposte lungo ogni possibile via di fuga supportate anche dalle Volanti della Polizia di Stato. In tale frangente i Carabinieri motociclisti del Nucleo Radiomobile sono riusciti ad intercettare la Panda nuovamente sul viale Gazzi, riuscendo a fargli arrestare la marcia. In questo frangente il malvivente, con una brusca manovra, ha tentato di travolgere uno dei due militari, facendolo cadere e provocandogli una lieve contusione ad una spalla. La corsa è quindi ricominciata sulla Strada Statale 114 ed è proseguita fino a quando i motociclisti e una pattuglia del Nucleo Radiomobile, con un’altra delle Volanti, a sirene spiegate sono riusciti a raggiungerlo a Contesse ed a sbarrargli la strada, costringendolo a fermarsi. Il rapinatore, identificato in Goran AHMETOVIC, pregiudicato senza fissa dimora nato a Locri (RC), classe 1989, che si trovava peraltro in stato di ebbrezza, è quindi finito in manette per i reati di rapina, resistenza a Pubblico Ufficiale e lesioni a Pubblico Ufficiale.

 

Cosimo IDOTTA, pregiudicato messinese classe 1983, è stato invece tratto in arresto per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Il ragazzo, quando i carabinieri si sono presentati presso la sua abitazione per una delle tante perquisizioni domiciliari effettuate in serata, ha cercato di disfarsi di un panetto di oltre 50 grammi di hashish gettandolo dalla finestra, ma non ha fatto in tempo a farlo senza essere scoperto dai militari che avevano già fatto irruzione in casa. La sostanza stupefacente è stata immediatamente recuperata da altri carabinieri che si erano posizionati su tutti i lati dell’edificio e che hanno assistito al lancio, mentre nel seguito della perquisizione è stato rinvenuto un bilancino di precisione, utilizzato per il confezionamento della singole dosi.

Sono invece stati denunciati in stato di libertà un abitante di Maregrosso ed uno di Fondo Fucile, entrambi per furto aggravato di energia elettrica presso le rispettive abitazioni. Nel primo caso, ad insospettire gli operanti è stato un cavo abilmente occultato che collegava l’abitazione dell’uomo direttamente ai cavi della linea pubblica, oltre che un contatore palesemente non collegato e disattivo. Ulteriori ed immediate verifiche, svolte con il supporto di una squadra di tecnici ENEL prontamente fatta intervenire sul posto, hanno consentito di far emergere un allaccio diretto alla rete nazionale, i cui cavi erano stati tagliati per l’innesto abusivo del tratto di conduttore che portava l’energia elettrica in casa. Nell’abitazione di Fondo Fucile, invece, il contatore era attivo ma non riportava sul display le previste informazioni. L’ausilio dei tecnici ENEL, ha poi consentito di scoprire che il contatore era stato by-passato mediante dei morsetti, murati sottotraccia nella parte esterna della casa, che prelevavano la corrente ed alimentavano direttamente l’impianto elettrico dell’abitazione.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi