Tirreno cosentino

Inquinamento mare
in azione i droni

Primo volo del drone utilizzato dalla provincia di Cosenza per il monitoraggio ambientale in particolare sulla costa tirrenica. Nel mirino i depuratori.

La salute del mare si controlla anche dall’alto. La Provincia di Cosenza continua nella sua attività di monitoraggio dell’ambiente marino su diversi fronti.  La polizia provinciale, su input del presidente Occhiuto e operando anche su delega della Procura di Paola sta controllando in particolare gli impianti di depurazione e le coste del tirreno cosentino avvalendosi anche del supporto video dei droni. Un primo volo prova è stato effettuato questa mattina a Paola, in località Pantano. L’aeromobile a pilotaggio remoto, dotato di videocamera e fotocamera, ha registrato diverse immagini sia degli impianti di depurazione della zona, sia della foce dei torrenti. Il drone si è poi spostato verso il largo, in una simulazione di controllo per l’individuazione di pescherecci che praticano la pesca a strascico, illegale sia per i danni che causa ai fondali, sia perché depaupera la risorsa ittica, catturando anche pesci allo stadio giovanile, non commercializzabili e costituendo in più una concorrenza sleale per la piccola pesca artigianale. Inoltre il lavoro della rete sul fondale, porta a galla sporcizia sedimentata che, trascinata a riva dalle correnti, contribuisce a produrre quello strato di colore scuro che galleggia sulle onde. Dall’attività di monitoraggio complessivo della polizia provinciale sono state riscontrate molte irregolarità che sono tra le cause dell’inquinamento marino. Sotto osservazione sono la manutenzione ordinaria e straordinaria dei depuratori, con controlli su tutte le fasi di depurazione, campionamenti degli scarichi a mare, controlli sulla gestione e manutenzione degli impianti. Dai campionamenti fatti sui 41 impianti, ora al vaglio della Procura di Paola, è stato riscontrato, in alcuni casi, il superamento dei limiti tabellari per quanto riguarda le analisi microbiologiche. In questi giorni si sta procedendo, inoltre, anche alle analisi di parametri che stabiliscono la tossicità delle acque allo scarico. Ma non sono i disservizi i soli colpevoli di casi di inquinamento registrati lungo il litorale tirrenico. Molta sporcizia arriva a riva sollevata dai fondali, soprattutto per colpa della pratica illegale della pesca a strascico, regolarmente messa in atto da diversi pescherecci che a volte riescono a sfuggire al controllo della Guardia costiera. 

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