MESSINA

Migranti, primo sbarco del 2015

In 99 sono arrivati ieri al molo Colapesce. Trasferiti a Pozzallo tranne tre minori, ospiti dell’ex Ipab Scandurra.

                                                                                              Fotogallery di A. Villari

Il primo sbarco dell’anno in città non è stato imponente dal punto di vista numerico. Anche perché quasi tutti i novantanove migranti giunti in riva allo Stretto si trovano già altrove. Tutti tranne i minori, appena tre, accompagnati in un centro di assistenza. Gli extracomunitari sono approdati ieri mattina al molo Colapesce, a bordo di un pattugliatore della Guardia di finanza. Erano stremati dall’ennesimo viaggio della speranza. Il drappello, composto da stranieri di origine subsahariana, tutti maschi compresi i minorenni, fa parte dei mille profughi soccorsi sabato, al largo delle coste liNota dell’Usb I vigili del fuoco sul piede di guerra biche, dalla Guardia costiera. Gli africani, salpati da terre in cui si respira polvere e miseria, in cerca di un futuro migliore, vogliono dare una svolta a una vita di stenti ormai insopportabile. Hanno sfidato il mare su tre diverse imbarcazioni. Ma come spesso accade, non ce l’hanno fatta ad arrivare a destinazione da soli. Sono stati intercettati e salvati nel Canale di Sicilia. Per i 99, Messina ha rappresentato solo una tappa di passaggio: hanno già raggiunto, infatti, il Centro di Pozzallo. A differenza dei tre minori, trasferiti nei locali dell’Ipab  Scandurra di Messina (la caserma di Bisconte e il PalaNebiolo risultano pieni). Giunti al porto peloritano, i migranti sono stati sottoposti alle procedure di rito. Visite mediche (a cura della Croce rossa italiana e del personale dell’Azienda sanitaria provinciale) e poi identificazione e fotosegnalazione da parte della polizia. Che, come in precedenti circostanze, con l’aiuto di interpreti ha raccolto le testimonianze dei disperati. Forse già oggi si saprà se tra loro si nascondevano scafisti. L’ultimo sbarco in città si era registrato il 26 dicembre. Le avverse condizioni meteomarine hanno ridotto la frequenza dei viaggi della speranza in questi quattro mesi. Adesso, con l’arrivo della primavera e poi della bella stagione, gli arrivi si moltiplicheranno inevitabilmente.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi