Quello che ho visto

Insolitudini

Insolitudini

Ho visto lacrime col vestito della festa e lupi da compagnia. Muri di tempo. Ho visto malattie che fanno guarire. Ho visto fiori che esplodono e frecce d'amore avvelenate. Ho visto i frequentatori delle stelle. Ho visto scarpe che scrivono poesie, cuori di sabbia, bocconi che si ingoiano da soli. Ho visto sguardi senza perché, teste di vetro soffiato, senilitudini. Ho visto gatti neri che illuminano il buio. Ho visto un complotto di rose. Ho visto notti che cercano il pelo nell'uovo e non lo trovano. Ho visto porti di parole, risate di dolore, spire oscure. Ho visto quattordici quattordicesimi di niente. Ho visto disastri felici, estati bugiarde, confetture di parole. Ho visto gatti smemorati che non ricordano come tornare a casa, interessi privati in atto poetico. Ho visto la ferocia sotterranea, i giorni feriti, gli inseguimenti senili.  Ho visto un inverno di luna, una luna capovolta e la sua leggerezza occulta. Ho visto innocenti invasioni. Ho visto i precipizi agognati.  Ho visto rubini iracondi, noie con i denti e noie di compagnia. Insolitudini.

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