Dai ruderi alla nostalgia

Lupi si nasce

Lupi si nasce

a V. B.

Non sempre la consapevolezza va a spasso con l’io

ma ne mortifica le ambizioni. E i deliri ambigui

della volontà affascinano senza fascino

le reazioni dell’identità. Un io,

tanti noi sono quello che coinvolgono

il presente, l’avvolgente necessità di togliere

parole all’implacabile macina dei fatti.

Le fasi della vita sono numeri che non si possono

combinare fra loro: nemmeno la maniacale precisione

del respiro sfugge alla carica dell’inutilità.

Il risultato di tutte le operazioni è sbagliato,

l’attuale e l’eventuale non corrispondono a una cifra,

moltiplicano semmai la nostra predisposizione

all’arbitrio, polverizzano le semantiche

della necessità. Aver bisogno del bisogno è l’unica

lezione dentro la quale il divenire ci sospende.

Insomma, lo specchio rotto ti sia d’ammonimento:

non possiamo concederci di più, frammenti di un riflesso,

nient’altro. è  la logica irragionevole degli istanti

che mette sott’accusa gli istanti stessi. Il tempo se ne sta lì,

seduto su una sedia. Possiamo farcela solo se 

immaginiamo che possiamo farcela. Lupi si nasce,

dalla famiglia al finimondo, dalla paura alle paure,

dai ruderi alla nostalgia.

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