Il ritorno dei Radiohead

Guarda che luna

 Sembra di ascoltare l’incedere del sogno a occhi aperti che paventa lo sconfinamento negli abissi dell’incubo e cerca di evitare, pertanto, qualsiasi comunanza con gli algebrici referenti che fanno affiorare i sotterranei sommovimenti della psiche.

Guarda che luna

Nella piscina a forma di luna dei Radiohead ci saremmo aspettati che affiorasse, sulla superficie dell’acqua, un maggiore estro compositivo. Invece le bracciate più energiche sono indirizzate verso un certosino lavoro di orchestrazione che tende a rendere ancora più raffinata la calligrafica confezione del “già ascoltato”.
Alimentare la diatriba tra i detrattori e gli entusiasti apologeti del gruppo inglese non afferisce alla sfera delle azioni socialmente rilevanti e, quindi, non resta che adoperarsi per ridimensionare la portata del giudizio soggettivo che, nonostante le talvolta mirabili argomentazioni, resta pur sempre una parte infinitesimale di verità.
Non crediamo  che i Radiohead abbiano il desiderio  di crogiolarsi nel ruolo polveroso di archivisti di se stessi, meditando di rinviare a data da destinarsi un più convinto assalto ai tortuosi crinali della creatività. Più verosimilmente, l’intento di Thom Yorke e compagni è quello di fissare parametri sonori più consoni all’evoluzione musical-intellettuale della band. E quindi un brano come “True Love Waits”, già noto a metà degli anni Novanta, subisce un trattamento di riconversione industriale, non  perdendo per questo l’inconfondibile marchio di fabbrica.
“Burn The Witch” è l’idrorepellente incipit del disco e la costante progressione degli archi corre parallela alle fiamme che metaforicamente bruciano ogni legittima aspirazione al cambiamento delle regole troppo statiche, e spesso anti-democratiche, della società contemporanea.
“Identikit” rimuove il rischio della banalità post-traumatica che sovente si accompagna alla descrizione della fine di un amore (Thom Yorke si è separato dalla sua compagna dopo 23 anni) pur concedendo alla categoria dei cuori infranti, ed è una debolezza tutto sommato perdonabile,  non meglio specificate capacità sovrannaturali di tipo meteorologico. I testi di “A Moon Shaped Pool” hanno l’autorevolezza di manifesti programmatici che condensano nella laconicità dell’assunto temi rilevanti come la guerra, l’immigrazione, la difesa dell’ambiente, la crisi d’identità dell’individuo iper-tecnologico, evitando ogni possibile compiacimento letterario. “Daydreaming” ha l’incedere del sogno a occhi aperti che paventa lo sconfinamento negli abissi dell’incubo e cerca di evitare, pertanto, qualsiasi comunanza con gli algebrici referenti che fanno affiorare i sotterranei sommovimenti della psiche.
Il chitarrista-compositore Jonny Greenwood è il geniale maestro concertatore dei Radiohead: non si può che fuggire dagli angusti confini del rock e bisogna farlo prima che siano eretti muri di suono tenuti insieme dalla inquietante serialità di “riff” stantii. Ecco allora che risulta perfettamente congeniale l’approdo stilistico nei rigorosi territori della musica da camera, in cui il ruolo del singolo strumento è sempre individuale. “Glass Eyes” è l’esemplificazione dell’apparente dicotomia tra  pianoforte e archi che galleggiano in un mare di “nuances” elettroniche. Lo spunto è un attacco di panico in ambito ferroviario, un solipsistico delirio in cui il mondo esterno appare  soltanto come una momentanea percezione  capace, però, di generare una lacerante inquietudine. “The Numbers” (brano già noto in precedenza con il titolo “Silent Spring”)  include una voce “plurale”  che utilizza le meticolose combinazioni matematiche per produrre un teorema esistenziale irrisolvibile.
I Radiohead restano i garanti  della “Costituzione” che conferisce piena dignità e autorevolezza  alla musica, quella che   rivendica legittimamente uno  “status” culturale  e   sfugge quotidianamente agli attacchi del pop mieloso e del rock rimasticato.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi