Quale popolo le costruì?

Il mistero delle piramidi sull'Etna

Una delle piramidi

Qui si celebrava il rito in onore del dio sole

Quando Thor Heyerdahl, il famoso viaggiatore norvegese, nel 2000 si recò a Pietraperzia, in provincia di Enna, pochi sapevano che nel bel mezzo della Sicilia sorgesse una piramide in cui venivano praticati, con tutta probabilità, riti in onore del dio Sole. Thor la osservò a lungo, ne fece il periplo e infine salì per una delle quattro scalinate – una per ogni lato - fino in cima dove si trova una sorta di altare scavato nella roccia. Si accorse subito di trovarsi al centro di alcuni insediamenti megalitici e che la piramide sulla quale si trovava gli ricordava le ziggurath mesopotamiche.

Heyerdahl non è stato l’unico esploratore a venire in Sicilia in cerca di piramidi, nel 2007 lo ha fatto anche una delle archeologhe e soprattutto egittologhe più importanti e autorevoli in circolazione, cioè Antoine Gigal, francese, che da anni vive e lavora al Cairo. “Sapevo da tempo – raccontò – che in Sicilia erano state trovate delle piramidi, ho visto delle foto che mi incuriosivano. Ma mai avrei pensato di trovarmi a una situazione di questo tipo”.

La Gigal e i suoi collaboratori infatti documentarono durante il loro prolungato sopralluogo la presenza sull’Etna di una quarantina di piramidi disposte a semicerchio  da Piedimonte Etneo ad Adrano. Molte di esse erano in buone condizioni, altre parzialmente danneggiate, ma tutte riconoscibilissime: piramidi rettangolari a gradoni, quadrate o con gli spigoli arrotondati, alcune addirittura con altari sommitali a dimostrare che si trattava di luoghi in cui veniva praticato un culto. Una di esse, sul versante Nord del vulcano, a quasi 900 metri d’altezza, è alta ben 35 metri. Accedere ad esse, comunque, è piuttosto difficile perché per la maggior parte si trovano all’interno di proprietà private, tra vigneti e alberi da frutta.

Ma chi fu a realizzare queste piramidi ? C’è chi pensa che siano opera dei Sicani, che sconfissero i Ciclopi e occuparono tutta l’isola, prima che arrivassero i Siculi e li respingessero nella parte Occidentale. L’altra tesi è molto più suggestiva e fa riferimento agli Shekelesh, una delle tribù più agguerrite che componevano la variegata e misteriosa coalizione dei Popoli del Mare. La grande archeologa inglese Nancy Sandars sostiene che gli Shekelesh erano originari della parte meridionale della Sicilia e che combatterono contro l’Egitto sotto i regni dei faraoni Merneptah e Ramses III. Gli archeologici trovarono villaggi Shekelesh a Tel Zeror, in Israele, e dal momento che vennero trovate anfore identiche in Palestina e in Sicilia, sul monte Dessueri, ne dedussero che Shekelesh e Siculi fossero lo stesso popolo. Un popolo esperto nella navigazione e questo spiegherebbe perché sono state trovate piramidi simili in tutto il bacino del Mediterraneo e in particolare a Tenerife, per non dire della somiglianza con i Nuraghe sardi e i Sesi di Pantelleria.

Ma come mai di piramidi si parla solo adesso? Perché per secoli, così come è accaduto anche a Tenerife, si è ritenuto che queste costruzioni fossero state realizzate in tempi molto più recenti. Alcuni ritenevano si trattasse di postazioni di osservazione costruite tra il XVI e il XIX secolo. Altri che esse risalgono al XX secolo e che siano opera dei contadini che volevano liberare il terreno dalle pietre per meglio coltivarlo. Nell’un caso come nell’altro la complessità architettonica e funzionale di queste costruzioni è tale che è facile presumere che fossero altro, ben altro.

Il mistero continua.

Etna, 95031 Adrano CT, Italia

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