Lo studio

Il pericoloso primato
dei giovani fumatori

Il pericoloso primato dei giovani fumatori

L’Italia si è guadagnata un altro triste record: prima in Europa per fumatori adolescenti. Emerge da una ricerca condotta nelle scuole di 35 Paesi, che ha coinvolto, nel 2015, studenti di 15-16 anni. L’indagine riguarda il consumo di sigarette, alcol, droghe e altro, ed è stata diffusa dal Centro europeo per il monitoraggio della dipendenza dalle droghe. Nello specifico, l’Italia spicca per la percentuale di fumatori, attestandosi sul 37%, e in questa speciale graduatoria la seguono Bulgaria e Croazia (33%). Inoltre, il nostro Paese è in controtendenza anche per l’età in cui si accende la prima sigaretta: se nei 35 Stati oggetto dello studio il numero di quanti fumano prima dei 13 anni è notevolmente sceso, Cipro, Francia, Italia e Romania figurano tra le eccezioni.

Il fenomeno, certamente non trascurabile, dimostra che le campagne pubblicitarie antifumo non hanno attecchito con forza soprattutto nelle giovani generazioni. Per cercare di invertire la rotta, nello scorso mese di febbraio sono entrate in vigore le nuove norme previste dal decreto tabacchi, che hanno introdotto, tra le altre cose, immagini choc su pacchetti di sigarette e confezioni di tabacco, nel tentativo di dissuadere gli acquirenti. Tra le altre misure, previsto l’inasprimento delle sanzioni ai rivenditori di tabacchi, fino alla revoca della licenza. E’ proprio quest’ultimo aspetto a rappresentare una dota dolente. Quanti esercenti realmente si rifiutano di vendere sigarette ai minori? Quanti controlli vengono effettuati al riguardo? Sono interrogativi, questi, a cui molto spesso non si presta molta attenzione, salvo poi stupirsi di fronte a statistiche negative che rendono conto del dilagare di pratiche allarmanti.

Eppure, non è un mistero che secondo gli adolescenti il fumo rappresenta una sorta di scorciatoia per avvicinarsi agli adulti o sembrare tali. Come d'altronde è risaputo che sono più inclini a fumare i giovani che si sentono più smarriti e a disagio nel loro mondo adolescenziale e meno capaci di trovare soddisfazione in altri campi. Poiché fanno parte di questo insieme quei ragazzi che ricevono meno sostegno dalle loro famiglie e quanti sono più refrattari alle regole, la crisi di valori che pervade la società attuale potrebbe determinare effetti ancor peggiori: il rischio che la percentuale dei giovani fumatori italiani si estenda o che l’età media in cui si provano le “bionde” si abbassi è concreto.

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