martedì 7 settembre 2010  
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> Reggio C. (18/03/2010) Torna Indietro

 
Cetola: abbiamo dato regole certe all'Asp
«Lasciamo un'azienda avviata al recupero. Varati una ventina di regolamenti per il ripristino della legalità»

Piero Gaeta
Come Dante nella Divina Commedia, anche il generale Massimo Cetola ha conosciuto tutti gli aspetti della natura umana restando per due anni al timone dell'Asp 5, una nave che stava affondando fagocitata da un mare tempestoso agitato da debiti (circa 500 milioni di euro). «Serviva una bacchetta magica per risanare un'azienda nelle condizioni in cui noi l'abbiamo trovata», ha commentato il commissario straordinario incontrando i giornalisti al termine del suo mandato. Essendo uomini e non maghi da strapazzo, è chiaro che la bacchetta magica non era nelle loro possibilità e allora è stato necessario che la commissione straordinaria percorresse un tragitto come quello compiuto dal sommo poeta.
Dunque, una discesa all'inferno per arrivare fino al paradiso passando, ovviamente, dal purgatorio. «È stato davvero un inferno la situazione che abbiamo trovato quando ci siamo insediati – ha affermato Massimo Cetola –, un purgatorio possiamo definire tutti gli ostacoli che abbiamo dovuto affrontare e superare in questi due anni di duro lavoro e, infine, il paradiso è la nuova situazione che lasciamo a chi succede a noi. E lasciamo anche una squadra eccellente, compatta ed efficace».
Definire paradisiaca la situazione attuale dell'Asp 5 potrebbe anche sembrare un paradosso tuttavia se si paragona la drammaticità della situazione in cui versava l'Asp due anni fa e la situazione attuale allora sì che il paragone non suona più come un azzardo. «Poiché siamo in prossimità delle elezioni regionali avevamo dato la nostra disponibilità a lavorare ancora per qualche mese – ha detto ancora Massimo Cetola –, invece hanno deciso diversamente e, per noi, va bene così. Del resto abbiamo sempre risposto con senso del dovere a tutto quanto c'è stato richiesto. Il nuovo direttore generale Renato Carullo troverà sicuramente una situazione migliore rispetto a quella di qualche anno fa e un'azienda sicuramente sufficiente».
«Certamente – ha proseguito il generale – non un'azienda risanata, perché quel fardello di 500 milioni di euro può essere limato solo in molti anni e facendo interventi strutturali non certo cercando di governare l'ordinario così come abbiamo dovuto fare noi».
«In questi due anni abbiamo fatto il massimo, di più non era possibile fare», hanno ripetuto spesso i tre componenti la commissione straordinaria (oltre a Cetola era composta anche da Castelli e Gullì, ndr). E, allora, la domanda nasce quasi spontanea: è stato fatto il massimo anche per l'Hospice "Via delle Stelle"? «Sì – risponde senza esitazioni l'ex commissario –, abbiamo fatto tutto quello che era possibile fare anche per l'Hospice. Il resto spetta alla Regione».
L'Asp 5, dunque, è stata rimessa in piedi e adesso può anche camminare da sola. «La nostra vittoria più grande – ha concluso Cetola – si può compendiare in un concetto: all'Asp 5 abbiamo fatto tornare la legalità. Basti pensare che in questi due anni abbiamo introdotto una ventina di regolamenti che serviranno per fare funzionare meglio e più correttamente l'Asp dentro gli argini della legalità. Volendo usare una metafora sanitaria, possiamo affermare che abbiamo introdotto gli anticorpi necessari affinchè l'azienda possa continuare a camminare per uscire dalla crisi in cui era precipitata. Noi abbiamo creato le condizioni per potere andare ancora avanti, ma adesso serve la volontà di tutti per non vanificare quanto è stato finora costruito dopo due anni di intenso e difficile lavoro. Ricordo a me stesso che quando ci siamo insediati non avevamo neppure i soldi necessari per potere pagare le tredicesime al nostro personale...».
 
 
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