Maria Scaramuzzino
Grande interesse ed attenzione per un evento molto atteso: il confronto tra i candidati a sindaco della città, finalmente un faccia a faccia pubblico.
Ad organizzare l'iniziativa i ragazzi del Movimento giovanile di pressione politica (Mgpp) di cui è presidente Danilo Greco.
Sul palco del teatro i candidati Francesco Grandinetti, Roberto Molinaro, Gianni Speranza e Salvatore Vescio; assente la candidata del centrodestra Ida d'Ippolito. La parlamentare del Pdl nei giorni scorsi aveva annunciato la sua assenza motivandola col fatto che il suo nome nella locandina di invito dell'evento era stato inserito prima che lei desse la sua adesione ufficiale.
Inoltre la candidata aveva anche contestato al Movimento giovanile una certa parzialità. Massimo Citino, giovane studente del liceo Fiorentino e componente del Mgpp, prima di iniziare il dibattito a nome del Movimento ammette la fretta nello stampare le locandine. I tempi stretti hanno imposto una certa celerità nell'organizzare l'incontro e non si è atteso per la risposta ufficiale della parlamentare «Chiediamo pubblicamente scusa ad Ida d'Ippolito per questa nostra dimenticanza, ma – puntualizza Citino – alla candidata del centrodestra e a tutti vogliamo dire che il Movimento è apartitico e apolitico. Ci siamo sentiti oltraggiati perché siamo stati accusati di essere faziosi». Fatte le dovute precisazioni, lo stesso Citino inizia a condurre il botta e risposta, con calma ed equilibrio: le domande sono uguali per tutti; i tempi per le risposte stabiliti da un timer gigante che campeggia sul palco. Il confronto parte con toni pacati, ma l'atmosfera diventa subito tesa, ogni affermazione è una stoccata per l'avversario. Lo scontro verbale è un duello a quattro senza esclusioni di colpi, scandito dagli applausi o dalle recriminazioni del pubblico che, a seconda delle dichiarazioni, non rinuncia a dissentire ad alta voce.
Le domande si susseguono, gli argomenti sono molteplici, ma è nella parte conclusiva del dibattito che arrivano i quesiti clou per ogni candidato: «Pensa di vincere? Perché i lametini dovrebbero votare per lei?». Grandinetti ricorda che da cinque anni « è tra la gente a lavorare per la città. Un voto per il Terzo polo – afferma – sarebbe una svolta di cui parlerebbe tutta la nazione. Costituirebbe una vittoria contro tutti quelli che pensavano di annientarci. Anche se non dovessi vincere, sarò pronto a collaborare per la città col prossimo sindaco e la futura amministrazione». Molinaro suggerisce di visitare il suo sito web dove è pubblicato il suo curriculum. «Lavoro da sempre, come imprenditore non sono mai fallito e non ho fatto affari con la mafia. Non sono condizionabile, né ricattabile. La mia storia personale basta per motivare il voto: con una sola lista, fatta di gente pulita, ho dimostrato che si può costruire qualcosa di nuovo a Lamezia che è una città mafiosa». Speranza- sindaco uscente - «vuole vincere perché questi cinque anni di amministrazione sono stati faticosi, ma utili e importanti. Perciò – insiste – è determinante completare il lavoro intrapreso e realizzare le opere che abbiamo previsto grazie ai fondi che dovranno arrivare. Ho ereditato una situazione disastrosa, oggi – ha sottolineato il sindaco uscente – tutta la situazione complessiva in città è notevolmente migliorata rispetto al 2005». Vescio : «La mia è una sfida agli apparati. Ho fatto una scelta di coraggio e penso di ottenere un certo numero di consensi per poter incidere anche nel ballottaggio. E poi – aggiunge - in tanti anni di politica attiva, ho maturato anche una certa capacità amministrativa».