martedì 7 settembre 2010  
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> Messina (09/02/2010) Torna Indietro

 
Quelle attenzioni sconvenienti sulla Falce
Stamani a Palazzo Zanca incontro tra Comune, Provincia, Camera di commercio e deputati regionali

Mauro Cucè
Hanno messo gli occhi sulla Zona Falcata. Lì, al di la delle dichiarazioni di facciata, vogliono tenere in vita i "bunker" e far passare le petroliere davanti alla Lanterna del Montorsoli, a un passo dal centro abitato, autorizzando ditte specializzate nello smaltimento di olii e di altre sostanze.
Ecco cosa c'è dietro lo sbandierato Punto Franco, ecco perché hanno soffiato nell'anima dell'Ente Porto, destinato sino a qualche mese fa a essere liquidato e poi rimesso in piedi con un colpo di penna e chissà quali accordi. Dall'Ente Porto hanno sempre detto, provando a convincere l'opinione pubblica della bontà del progetto, di aver ricevuto "proposte" «per la valorizzazione e la commercializzazione dell'area dalle più grandi aziende mondiali del settore».
Tutto vero. Le proposte ci sono, sono concrete e arrivano da grandi aziende del settore. Peccato che si continui a perseguire uno sviluppo industriale che in quella zona non può più esistere, non può essere più contemplato. È insensato insistere con l'ubicazione nella Zona falcata di tutte le attività di lavorazione e commercializzazione dei prodotti legate al Punto franco. Attività che hanno un evidente impatto sul territorio e che necessitano di aree idonee e adeguate, sia per estensione sia per sistemazione. Requisiti che la Falce non può avere più, avendo ben altre vocazioni e potenzialità. Anche perché non può passare in secondo piano come sulla Zona Falcata esistono ormai da anni sopraggiunti vincoli di natura ambientale e storico-culturale.
Ma veniamo alle trattative con questi grandi gruppi industriali esteri. Trattative ancora allo stato iniziale, seppure i contatti sono stati numerosi e nelle prossime settimane è in programma anche un incontro per valutare le proposte tra il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e i rappresentanti delle società estere. Che sono due. Esattamente l'inglese "Channoil Consulting Limited" e la svedese "Nordic Storage" che, legittimamente, hanno manifestato il loro interesse per il Punto Franco, trovando terreno fertile nella politica siciliana. Che magari ha intenzione di far sorridere anche qualche amico catanese.
"Nordic Storage" è una delle più grandi società di stoccaggio indipendente per i prodotti petroliferi e dei petrolchimici in Europa. La società controlla 28 terminali in Svezia, Danimarca, Finlandia, Regno Unito e Germania e come si legge nel suo sito inglese «tratta volumi molti grandi di prodotti petroliferi e offre uno stoccaggio strategico che è vicino ai mercati importanti». Stesso discorso per la Chamoil Consulting che ha affari in corso con zone dell'ex Unione Sovietica, l'Europa, l'Africa e il Medio Oriente.
Sviluppo e posti di lavoro? Forse. Ma non è possibile più ipotizzare un utilizzo simile della Zona Falcata, ridotta al rango di enorme "pattumiera" perenne. Basta con il bunkeraggio, basta con la stazione di degassifica. E lo sanno anche le due società straniere che hanno già sottolineato come le aree della Zona Falcata siano insufficienti.
Se Punto Franco deve essere che lo sia lontano dalla Falce. Lo ha spiegato bene il prof. Guido Signorino nei giorni scorsi: la Zona franca può essere molto utile, perché nella costa tirrenica messinese si intercetterebbe facilmente la domanda di trasformazione finale dei prodotti in transito, creando opportunità di economia e lavoro. Ma non nella Falce perché la disponibilità di aree è troppo piccola e troppo vicina a scuole a case. Appunto! A fronte degli oltre 2 milioni di mq del porto di Trieste, la falce ne offrirebbe appena 144.000. Inoltre, se le navi dovessero tornare nella Zona falcata per ri-uscirvi con le merci lavorate, il traffico nello Stretto crescerebbe eccessivamente, incrementando la pericolosità della navigazione.
Ai mille dubbi che riguardano la vicenda, che ha come sfondo la decisione della Regione di riesumare l'Ente Porto e la sentenza del Cga che ha riconosciuto la titolarità di alcune aree della Falce allo stesso ente, dovrà dare risposte l'incontro di stamani a Palazzo Zanca convocato dal sindaco Buzzanca al quale parteciperanno il presidente della Provincia, Nanni Ricevuto, il presidente della Camera di commercio, Nino Messina, e tutti i deputati regionali.
 
 
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