giovedì 9 settembre 2010  
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> Catanzaro (09/02/2010) Torna Indietro

 
I commercianti chiedono i danni al Comune
«Mancano parcheggi, scale mobili e trasporti pubblici efficienti». Depositata una relazione tecnica

Giuseppe Lo Re
Centoundici commercianti contro l'isola pedonale in corso Mazzini. Nomi e mandato legale sono tutti nero su bianco, fra le 52 pagine di un ricorso depositato al Tribunale amministrativo regionale dall'avvocato Francesco Pitaro. Nel mirino dei negozianti ci sono l'amministrazione comunale «nella personale del sindaco» e il dirigente del settore Mobilità, ai quali viene anche presentata una richiesta di risarcimento danni.
Ai giudici del Tar si chiede di annullare una serie di provvedimenti ritenuti «illegittimi, ingiusti e illogici», tutti collegati all'istituzione di isola pedonale e ztl su corso Mazzini. Nello specifico, i 111 commercianti hanno impugnato la delibera n. 7 dell'11 dicembre scorso «con cui il Comune ha istituito l'isola pedonale sul corso Mazzini e ha vietato l'accesso e la circolazione delle autovetture», tutti gli atti «presupposti, prodromici, connessi e consequenziali» e persino «il provvedimento con cui il Comune ha disposto nel centro storico l'obbligo del parcheggio a pagamento con l'istituzione delle strisce blu senza prevedere contestualmente aree per il parcheggio libero».
La richiesta ai giudici è chiarissima: «Chiediamo venga accertato il diritto dei ricorrenti, in qualità di cittadini residenti nel Comune e di operatori commerciali, di potere liberamente circolare nel centro storico della città e di potere liberamente svolgere la propria attività commerciale senza limiti e senza disparità di trattamento nei confronti di altri soggetti-operatori commerciali, e ciò soprattutto alla luce della mancanza in città delle complementari strutture necessarie e preliminari (parcheggi, scale mobili, metropolitana di superficie) per l'istituzione di una regolare e completa e funzionale isola pedonale, che non incida negativamente sulla vivibilità della città e sui diritti dei cittadini e sulle attività commerciali dei ricorrenti».
Come accennato, viene anche chiesto il risarcimento dei danni «che gli illegittimi, ingiusti ed illogici atti impugnati hanno causato ai ricorrenti-cittadini-operatori commerciali in relazione ai mancati guadagni e alla eventuale chiusura delle attività commerciali». In questo senso l'avv. Pitaro chiede sin d'ora l'esecuzione di una perizia.
Secondo i ricorrenti, «d'un colpo il Comune ha arredato corso Mazzini chiudendolo al traffico e però non ha contestualmente realizzato i necessari parcheggi dove i cittadini-consumatori potrebbero posteggiare le autovetture, non ha realizzato le scale mobili che i cittadini-consumatori dovrebbero utilizzare per raggiungere il centro storico, non ha ammodernato e reso più dinamica la metropolitana di superficie né reso efficiente il servizio del trasporto pubblico. Pertanto – si legge nel ricorso – il Comune di Catanzaro non ha adottato atti tendenti a regolamentare in modo totale e razionale e logico l'utilizzo del centro storico e del Corso Mazzini al fine di renderlo più fruibile a tutti, ma ha solo». Conseguenza delle ultime decisioni del Comune è che «corso Mazzini è divenuto un centro-fantasma perché gli utenti-consumatori-cittadini, in mancanza delle complementari e necessarie strutture, sono indotti ad allontanarsi dal centro». Peraltro, secondo i ricorrenti che citano anche una nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti inviata al Comune e lamentano di non essere mai stati coinvolti nelle scelte, «i provvedimenti emessi dal Comune non costituiscono una regolamentazione complessiva del centro della città ma piuttosto la semplice chiusura del traffico sul corso Mazzini». Ed a causa di ciò «le autovetture che non possono circolare sul corso Mazzini sono costrette a convergere, all'interno del centro storico, sulle strette viuzze della città storica che non hanno certamente i requisiti di legge per sostenere il carico derivante dalla chiusura del corso. Per dimostrare «l'illogicità tecnica dell'istituzione dell'isola pedonale» e «le gravi conseguenze che la chiusura del traffico ha determinato sotto il profilo atmosferico-acustico», i ricorrenti hanno anche depositato una relazione dell'arch. Eros Corapi, secondo il quale «l'isola pedonale non può prescindere dalla preliminare realizzazione di parcheggi che consentano il rapido raggiungimento del centro con sistemi rapidi e tempi certi».
 
 
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