martedì 7 settembre 2010  
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> Catanzaro (09/02/2010) Torna Indietro

 
Gli avvocati difensori chiedono di assolvere Gallo, Dima e Di Donna
Ennesima udienza davanti al gup

Non ci sono elementi per contestare ad entrambi il reato di associazione a delinquere, definito del tutto inesistente: i difensori degli ex assessori regionali Dionisio Gallo e Giovanni Dima e di Nadia Di Donna hanno chiesto il proscioglimento dei loro assistiti nel corso dell'udienza preliminare nei confronti di 58 indagati dell'inchiesta Why Not, sui presunti illeciti nella gestione dei fondi pubblici. L'avvocato Giovanni Zagarese, difensore di Giovanni Dima, attuale parlamentare del Pdl, ha evidenziato che dalle indagini non sono emersi rapporti tra Dima e gli altri indagati a cui è contestata l'associazione per delinquere. Per quanto riguarda invece i reati di abuso d'ufficio e peculato, secondo il difensore di Dima ci sarebbe stata una valutazione giuridica errata. Durante l'udienza preliminare è intervenuto anche l'avvocato Maria Antonietta Iorfida, difensore dell'ex assessore Dionisio Gallo, il quale ha affermato che dall'inchiesta non emergono elementi che dimostrino la partecipazione all'associazione per delinquere. E anche l'avvocato Antonio Feleppa, difensore di Nadia Di Donna ha chiesto il proscioglimento della sua assistita perché non ci sono riscontri all'accusa di aver partecipato all'associazione per delinquere.
L'udienza preliminare, in corso dinanzi al gup del Tribunale di Catanzaro Abigail Mellace, proseguirà il 16 febbraio prossimo.
Venerdì, invece, riprenderà il processo con rito abbreviato nei confronti di 40 imputati e il sostituto procuratore generale, Eugenio Facciolla, completerà la requisitoria per poi passare alla quantificazione delle richieste di condanna insieme al collega Massimo Lia.
L'inchiesta Why Not fu avviata nel 2006 dall'allora pm di Catanzaro Luigi De Magistris e poi avocata dalla Procura generale di Catanzaro, e conquistò la ribalta delle cronache soprattutto per il coinvolgimento dell'ex ministro della Giustizia Clemente Mastella, la cui posizione è stata archiviata nell'aprile del 2008, e dell'ex presidente del Consiglio Romano Prodi, per il quale l'ufficio gip ha disposto l'archiviazione a fine novembre.(g.l.r.)
 
 
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