giovedì 9 settembre 2010  
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> Catania (09/02/2010) Torna Indietro

 
Poveri disgraziati e "signori" della droga
Una ragazza incensurata aveva 11 mila euro prodotti dai pusher e che stava consegnando al boss di S. Cristoforo

Poveri cristi e pezzi di malacarne. Disgraziati e profittatori. Anche la droga è un po' come la prostituzione: le poverette che esercitano per necessità e i papponi che intascano su loro lavoro. Qui ci sono i pusher, quasi sempre poveretti senza arte e nè parte che si accostano a questo "prestazione" per intascare qualche euro e i loro infami datori di lavoro che ingurgitano danaro a non finire. Giro miliardario perchè nel vortice ci cascano sempre più giovani e ragazzi che imboccano la via dell'autodistruzione alla ricerca del paradiso artificiale che sfuma e sfinisce.
C'è un esercito di spacciatori in attività. E più ne arrestano più ne vengono reclutati perchè il mercato reclama e i criminali hanno bisogno di intascare. Quanto? Cifre da fare rabbrividire: 15 mila euro i media per i due turni giornalieri. Cioè trentamilioni al giorno delle vecchie lire. E parliamo solo di una squadra. E quante ce ne sono Dio solo lo sa, nei vari punti dello spaccio la cui mappa varia costantemente per evitare he spacciatori e trafficanti abbiano perdite di uomini, di denaro e di "roba".
Quante squadre ci sono a Librino? Si parla di cinquantamila euro al giorno solo lì, di incasso per lo smercio di cocaina ed eroina. E a San Cristoforo, e a Librino, e a Picanello e a San Paolo, e a Ognina? Un mercato ramificato nel territorio che produce centinaia di migliaia di euro a chi gestisce e qualche euro per la "giornata" di chi spaccia e rischia di essere acciuffato, arrestato e condannato.
La "paga" per lo spacciatore varia tra cinquanta e cento euro a turno e quasi sempre significa sopravvivenza.
Ieri a San Cristoforo gli agenti del commissariato diretto con grande acume e professionalità dal vicequestore Giuseppe Di Mauro, sono riusciti a fare emergere e dare conferma a quello spaccato di dramma sociale che da un lato rappresenta fame e disperazione e dall'altro la rinuncia a forme di recupero e di sostegno a chi pur di comprare un pezzo di pane, è disposto a tutto.
Lo spacciatore incallito, certo, cade nella rete; ma con meno facilità di un pivello che inizia il mestiere. E di questi tempi i novizi sono tanti, visto l'incremento di arresti effettuati da polizia e carabinieri. Il mercato non può fermarsi e dunque il reclutamento è costante. Sia per quanto riguarda i pusher, sia per le "sentinelle" che osservano a lunga gittata i movimenti delle forze dell'ordine che nelle zone calde dello spaccio sono sempre in agguato per colpire.
Come ieri. Ma stavolta i poliziotti di San Crsitoforo hanno simulato l'intervento finalizzato ad acciuffare il piccolo spacciatore e si sono concentrati, invece, in un'altra direzione: quella del malloppo. Ovvero l'incasso della giornata che doveva essere consegnato al capo dello spaccio, il referente che fornisce la roba e che se ne sta alla larga, protetto anche dall'omertà e probabilmente sconosciuto agli spacciatori.
Quando gli agenti hanno deciso di intervenire, le sentinelle hanno dato l'allarme e così gli spacciatori si sono allontanati a gambe levate. L'obiettivo - almeno ieri - non erano i pusher che custodiscono in tasca qualche dose e qualche euro, ma il "cassiere". E difatti gli agenti hanno fermato una ragazza, incensurata e disoccupata; una ragazza con una storia da libro Cuore alle spalle, che custodiva l'incasso della giornata e che lo stava portando a casa del "signore della droga" di San Cristoforo: undicimilaseicentocinquantaeuro, suddivise in mazzette, chissà perchè da novecento euro. La ragazza, ovviamente ha fatto scena muta. Come era ovvio aspettarsi. E' stata denunciata per favoreggiamento anche perchè non ha voluto dire il perchè avesse in tasca quel danaro.
 
 
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